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Rubinetti a secco senza preavviso, caos e polemiche a Chieti

Il consigliere Riccardo (Chieti Viva) ha scritto all'Arera per verificare se l'Aca abbia violato gli standard per il servizio idrico e punta il dito contro l'amministrazione

Chieti senza acqua senza preavviso, in orari diversi dal calendario diffuso dall'Aca per le chiusure idriche programmate. Un disservizio non da poco, considerato che è durato fino a ieri mattina, generando caos fra residenti e gestori di locali. 

Per questo, il consigliere di Chieti Viva Giampiero Riccardo ha inviato una comunicazione all'Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), per verificare se l'Aca abbia violato gli standard per il servizio idrico.

“Il 10 luglio 2021 - ricorda Riccardo - l’ente gestore Aca Spa ha diffuso il calendario delle chiusure e delle riduzioni idriche a Chieti e provincia, dal 12 luglio al 19 luglio 'vista la situazione di carenza delle sorgenti e l'incremento dei consumi idrici'. In particolare le chiusure idriche in programma a Chieti (Chieti alta, Tricalle, Filippone, Levante, Madonna del Freddo, Colle Marcone) sono state previste dalle 23.30 alle 6 di mercoledì 14 e venerdì 16 luglio".

"Non ci sono state comunicazioni di sorta da parte dell’Aca - incalza - dunque mi sembra chiaro che né lunedi né tantomeno ieri si è verificato qualche guasto lungo la rete, ma piuttosto qualcuno ha deciso di sospendere l’erogazione di acqua potabile a Chieti con 24 ore d'anticipo senza sentire la necessità di comunicarlo alla popolazione, come se fosse normale e scontato. Questo ennesimo disservizio - prosegue il consigliere di opposizione - è solo la ciliegina sulla torta di mesi di disservizi, di acqua erogata a singhiozzo o comunque col contagocce, con una fornitura che normalmente, durante le ore diurne, rende un calvario anche solo tentare di farsi una doccia come hanno segnalato i cittadini.

"L’amministrazione Ferrara - accusa - nell'incapacità di reagire opportunamente, continua a nascondere la testa sotto la sabbia. Ricordo che l’acqua è un bene primario essenziale, tanto che anche a fronte di morosità l’Aca non può chiudere i contatori, ma può solo ridurre la fornitura, comunque garantendo una quantità utile a svolgere le mansioni principali, e che soprattutto in un momento di pandemia è assurdo privare la popolazione di quell’elemento che è fondamentale per garantire igiene ed ambienti sani".

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