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Il Miserere dai balconi di Chieti: l'emozione del Venerdì Santo a "La vita in diretta" [VIDEO]

Su Raiuno l'intervista di Max Franceschelli all'arcivescovo monsignor Bruno Forte poco prima del tradizionale rito e l'emozione di una città intera che partecipa alla preghiera

 

Le note struggenti del Miserere di Saverio Selecchy, che ogni teatino riconoscerebbe senza alcun dubbio, sono arrivate fino alla Rai. Poco dopo le 17.30 di un Venerdì Santo fuori dal comune, il primo senza processione dopo secoli, la trasmissione La vita in diretta, condotta da Alberto Matano e Lorella Cuccarini, si è collegata con Chieti.

Qui, l’inviato Max Franceschelli era al seminario regionale, con l’arcivescovo Bruno Forte, per raccontare la storia della processione del Venerdì Santo più antica d’Italia, che affonda le radici nell’842 d.C.

“La processione - ha detto monsignor Forte ai microfoni della Rai - è sempre stato un modo per invocare la liberazione. E la processione del Cristo morto a Chieti è la preghiera di una comunità”. Tra poco, sarà il solo arcivescovo a camminare lungo corso Marrucino, pregando per i tanti che quest’anno sono “orfani” di una tradizione che è radicata nella storia di tutti i teatini, anche non credenti.

“Per la prima volta nella storia - ha spiegato monsignore - c’era il rischio che non si potesse far nulla: allora ho deciso di fare la processione da solo”.

L’arcivescovo ha avuto un pensiero per i tanti che soffrono in questo momento: “I malati, le persone anziane, le famiglie che iniziano a fare fatica. Questa - ha aggiunto - è una calamità del male fisico e di una nuova esperienza di povertà. Tutti dobbiamo collaborare per ridare speranza oltre che aiuto e sostegno alla nostra gente”.

Un pensiero, poi, ai “santi della porta accanto”, come li ha definiti l’arcivescovo: medici, infermieri e operatori sanitari impegnati contro il Coronavirus.

Dopo l'intervento dell'arcivescovo, le splendide immagini di Chieti oggi, a mezzogiorno in punto, orario in cui, il Venerdì Santo, i teatini sono soliti ritrovarsi nella cattedrale di San Giustino per le prove del Miserere. Non potendolo fare, a quell'ora, in tutta la città, cantori e musicisti, accompagnati dai tanti che hanno fatto risuonare le casse sui balconi, hanno intonato le note di Selecchy.

Nel collegamento, c’è stata anche la testimonianza, rigorosamente in forma anonima, di un giovane curato all’ospedale Santissima Annunziata e guarito dal Covid 19.

“Tutto quello che mi è successo - ha raccontato - mi fa vedere le cose in maniera diversa”.

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