Da Chieti scalo alle capitali della moda: la storia di Remo Federico, manager Prada in giro per il mondo

La rubrica "Cervelli in fuga" prosegue con la testimonianza di un teatino che ha lasciato la sua città dieci anni fa per lavorare nella storica casa di moda

Sono tante e tutte diverse le storie dei teatini che non vivono più nella loro città d’origine. I motivi che spingono fuori i cittadini vanno dalle difficoltà nel trovare una collocazione professionale nella propria città, la voglia di provare un’esperienza lontano da casa, fino alle occasioni di fare carriera. Questi e altri motivi fanno sì che anche la città di Chieti possa “vantare” un vero e proprio esercito di emigrati, soprattutto under 35, in Italia e nel mondo. Il capoluogo teatino segue il trend secondo cui nel nuovo millennio, hanno lasciato il centro-sud quasi 2 milioni di residenti di cui la metà rientrano nella fascia di età sotto i 35 anni. Di questi circa la metà non sono tornati nel loro paese di origine.

Alcuni occupano ruoli di rilievo in grandi società. Uno di questi è Remo Federico, Manager New Opening worldwide per il marchio Prada. Remo ufficialmente risiede a Milano, ma la realtà è che vive in giro per il mondo. Partito da Chieti scalo, dove ha lavorato prima nel negozio di abbigliamento di famiglia, assieme a suo padre, dopo altre esperienze nella grande distribuzione dieci anni fa è approdato al marchio Prada, storica casa di moda fondata nel 1913, una delle marche più vestite dai vip, tra le più famose e ricche in scala mondiale.

"Visito una media di 3 città diverse al mese, tra cui con molta frequenza quelle le capitali della moda Parigi, Londra e New York. Ma da quando l’Oriente è sempre più in forte espansione, anche la Cina è diventata una tappa frequente". Il marchio Prada, infatti, grazie a una capillare catena di boutique distribuisce i propri prodotti sull'intero territorio mondiale.

È un cittadino del mondo, Remo, ma conserva sempre uno sguardo per la "sua" Chieti, nonostante la vita, per lui, si svolga ormai da tanti anni altrove. "Se potessi dare dei consigli a chi ci amministra sarei molto schietto e punterei tutto sull’espansione dei servizi. I servizi, quelli che ad esempio ho trovato a Milano, mi hanno permesso di crescere e di percepire che la ricchezza comune è data semplicemente dall’ opportunità che si ha di raggiungere un posto velocemente, o di avere cultura ed integrazione sociale sempre al primo posto tra le priorità". Infine, un auspicio per i suoi amici teatini. "Quando torno a Chieti le mie aspettative non sono alte, ogni volta che torno, mi aspetto di trovare uno spirito migliore e, soprattutto, spero di trovare quei ragazzi con cui giocavo al campetto e che hanno creduto più di me nella nostra città realizzati e con dei progetti rivolti al bene comune".

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