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Mercoledì, 17 Agosto 2022
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Cattivi odori a Chieti Scalo, il Wwf: "Intervenire su depuratore di San Martino"

L’episodio più recente c’è stato qualche giorno fa con un vasto tratto del fiume Pescara nella zona di San Martino diventato d’un inquietante colore marrone

"L’episodio più recente c’è stato qualche giorno fa, il 6 luglio, subito segnalato da un cittadino ai carabinieri forestali e alle guardie ambientali del WWF: un vasto tratto del fiume Pescara diventato d’un inquietante colore marrone in corrispondenza del canale di scolo del depuratore del quartiere San Martino a Chieti gestito dal Consorzio di Bonifica Centro".

il Wwf Chieti-Pescara interviene sulla gestione dell'impianto già in passato interessato da inchieste giudiziarie e polemiche e più volte sotto accusa per sversamenti e per gli odori emessi.

Dopo essersene occupato per anni, nel 2015 il Wwf Chieti-Pescara verificò che "l’aria era a tal punto irrespirabile da costringere gli operai di una ditta adiacente al depuratore a lavorare indossando perennemente una mascherina sul volto e presentò una segnalazione al Noe, il Nucleo ecologico dei carabinieri. Successivamente sia l’associazione territoriale sia le guardie ambientali del Wwf si sono in diverse occasioni rivolti alle autorità, e in particolare ai carabinieri forestali".

Consorzio Bonifica Centro

In una occasione, nel pomeriggio del 6 dicembre 2021 "un cittadino documentò addirittura un incendio che si era sviluppato nell’area, episodio che il WWF segnalò immediatamente alle autorità.  Negli anni si sono susseguiti inchieste, interventi anche clamorosi, prescrizioni tecniche da parte dell’Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale (Arta) ma sostanzialmente la situazione è rimasta sempre la stessa. Anche le recenti reciproche accuse tra Comune di Chieti, principale ente pubblico fruitore del depuratore, e il Consorzio di Bonifica con reciproche accuse di inadempienza (rispettivamente per la gestione dell’impianto e per i ritardi nei pagamenti delle quote dovute) non sono una novità".

La presidente del Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco sottlinea come "quello che preoccupa veramente in questa vicenda – sottolinea - è che gli anni passano e ci troviamo sempre a discutere sui medesimi problemi, senza che nulla o quasi sia stato fatto per risolverli. Vero è che il depuratore, per ovvie ragioni, non può essere fermato e che i lavori di adeguamento richiedono un certo tempo. Ma se mai si comincia. Oggi c’è anche l’eccezionale occasione del Pnrr che potrebbe offrire una fondamentale fonte di finanziamento per intervenire una volta per tutte risanando la gestione delle acque reflue e quant’altro serve per aumentare davvero la nostra capacità di resilienza di fronte alle preoccupanti prospettive climatiche che stiamo già affrontando, ma dalle notizie che circolano sembra che in Abruzzo siano assurdamente altre le priorità sulle quali si sta puntando".

Infine per il Wwf un altro punto fondamentale sta nel fatto che "i cittadini hanno diritto a informazioni chiare e aggiornate, quali sono i problemi e come risolverli, quali esattamente le prescrizioni dell’Arta, quali le strategie messe in atto, progettate o almeno ipotizzate da mettere in campo, i tempi di intervento. Perché solo attraverso informazione e partecipazione si garantisce una gestione davvero democratica della cosa pubblica".

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