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Covid-19, il carcere di Chieti resta al secondo posto in Italia per contagi con 60 casi

La casa circondariale di Madonna del Freddo registra 42 casi di positività tra i detenuti e 18 tra gli agenti della polizia penitenziaria

Il carcere di Chieti si conferma al secondo posto tra gli istituti penitenziari italiani per numero di casi di positività al Covid-19.
A segnalare la situazione attuale, come riferisce l'Adnkronos, è Aldo Di Giacomo del sindacato polizia penitenziaria S.Pp..

A Madonna del Freddo sono 42 i detenuti contagiati e 18 gli agenti di polizia penitenziaria risultati positivi al tampone molecolare. 

Anche nello scorso mese di febbraio il carcere cittadino era secondo a livello italiano ma i detenuti positivi erano 51.

«Con un aumento del 20% rispetto ai 15 giorni precedenti», dice Di Giacomo, «si può dire che la terza ondata è iniziata. I detenuti contagiati sono 480. La regione più colpita è la Lombardia con 82 casi mentre gli istituti più colpiti sono quello di Volterra, con 60 detenuti, seguito da Chieti con 42, Pescara e Padova 23. I poliziotti penitenziari contagiati, invece, sono 680. La regione che vede più contagi è la Campania con 77 positivi seguita dalla Puglia con 43 mentre gli istituti con più contagi sono quelli di Orvieto e Chieti con 18 infetti. Il piano vaccinale parte con difficoltà con 5764 poliziotti penitenziari avviati alla prima somministrazione con molte regioni in cui nessuno poliziotto è stato ancora vaccinato, come ad esempio il Molise; mentre, peri detenuti ancora peggio, con solo 927su un totale di circa 54 mila detenuti». 

Di Giacomo poi aggiunge: «Il piano vaccinale per le carceri parte molto a rilento con la maggior parte delle regioni in cui i vaccini realmente ancora non vengono effettuati. Il dato fornito dall'amministrazione è un dato non reale, in quanto si parla di avvio alla vaccinazione e non di reale somministrazione che ad ogni buon conto inizierà in questi giorni. Per la popolazione detenuta ancora peggio con quasi solo mille unità vaccinate. Siamo molto preoccupati perché se il virus, ma soprattutto le sue varianti, dovessero entrare nelle carceri il pericolo sarebbe altissimo. Abbiamo provveduto in queste ore ad allertare l'amministrazione ma soprattutto le Asrem e i prefetti per velocizzare al massimo l'effettuazione dei vaccini per i poliziotti penitenziari e i detenuti. Eventuali ulteriori ritardi potrebbero essere di grave pregiudizio all'incolumità di detenuti e poliziotti, volendo solo ricordare di tre poliziotti morti per Covid-19, in solo 15 giorni, nel carcere di Carinola, con 10 poliziotti e 12 detenuti morti nella seconda ondata».

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