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La preoccupante situazione della Casa lavoro di Vasto approderà sul tavolo del ministro della Giustizia Nordio

Il consiglio straordinario, svolto alla presenza anche di deputati e sigle sindacali, ha approvato all’unanimità il provvedimento che impegna l'amministrazione comunale a coinvolgere tutte le istituzioni competenti

Da tempo lamentano turni di lavoro che arrivano anche a durare 24 o 36 ore consecutive, ma anche violenze e aggressioni ai danni degli agenti penitenziari. E dopo appelli, sit-in e gridi d'allarme lanciati dal personale della polizia penitenziaria, la preoccupante situazione della Casa lavoro di Vasto è approdata sui banchi dell'assise comunale, che ha ospitato un consiglio straordinario per trovare delle soluzioni.

Una sala Vennitti gremita, quella di ieri, giovedì 21 settembre, che ha visto, in presenza o in remoto, l'intervento di deputati, consiglieri regionali e sigle sindacali: dai deputati Etelwardo Sigismondi (FdI), Luciano D’Alfonso (Pd) e Daniela Torto (M5S), al senatore Michele Fina (Pd),  e poi i consiglieri regionali Pietro Smargiassi (M5S), Sabrina Bocchino (Lega) e Manuele Marcovecchio (FI). A rappresentare i lavoratori c'erano Mario Tuzzi (Sappe), Giovanni Notarangelo (Osapp), Fabrizio Faraci (Uil), Francesco Tedeschi (Cisl), Gino Ciampa e Lucio Di Blasio (Cgil) e Giuseppe Merola (Cnpp).

Un imponente parterre che ha discusso del degrado della struttura e della situazione di pericolo che quotidianamente vivono gli agenti della polizia penitenziaria, che si trovano a lavorare in un penitenziario che da dieci anni è divenuto casa lavoro e che quindi ospita internati sottoposti a misure di sicurezza, ovvero persone pericolose e instabili.

«Siamo essere umani, non carne da macello» ha detto Fabrizio Faraci della Uil, «condizioni da terzo mondo», ha aggiunto Gino Ciampa della Cgil. I rappresentanti sindacali hanno chiesto aiuto alla politica, di qualunque colore sia, e il senatore Michele Fina, presente in aula, ha accolto l'appello: «Per affrontare i notevoli problemi della Casa di lavoro di Vasto abbiamo bisogno di lavorare innanzitutto sul lato normativo, la regolamentazione di questo tipo di strutture. Ci sono state nel nostro Paese da questo punto di vista diverse transizioni, molte incompiute. Poi chiaramente occorre qui, e anche nelle altre strutture che hanno una scopertura pesante, integrare e rafforzare la dotazione di personale, su tutto la polizia penitenziaria» ha detto Fina, invitando i parlamentari presenti  «a lavorare assieme per un’azione congiunta, penso a un incontro con il ministro Nordio per affrontare il problema della struttura di Vasto sia dal lato amministrativo che normativo, con spirito unitario».

«In questo istituto l’età media dei lavoratori supera i 50 anni, con un’anzianità di servizio pari ai 28 anni. Occorre intervenire con urgenza per garantire la sicurezza di tutti, personale e detenuti - ha detto nel suo intervento Daniela Torto, deputata abruzzese del M5S -. Per ottenere questo mi appello alla collaborazione tra tutte le forze politiche e invito a promuovere insieme un incontro con il Ministro Nordio. Non si faccia di questo problema una bandiera da campagna elettorale. Piuttosto, si lavori concretamente per superare la carenza di organico e il disagio psicologico di chi lavora al servizio dello Stato».

Il consiglio straordinario ha infine approvato all’unanimità il provvedimento che impegna l'amministrazione comunale a coinvolgere tutte le istituzioni competenti, parlamento, governo e ministero della Giustizia, per un ridisegno legislativo della casa lavoro, ma anche perché l'amministrazione penitenziaria destini un numero di personale adeguato e fondi sufficienti per garantire sicurezza e condizioni di lavoro ottimali nella struttura, garantendo inoltre la presenza di figure dedicate ai servizi specialistici di assistenza alla persona e dei servizi Ser.D. e di psichiatria.
 

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