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Carenza idrica allo Scalo, il comitato: "Cittadini presi in giro, perchè non partono i lavori?"

Il comitato annuncia una manifestazione di protesta il prossimo 8 agosto sotto la sede Aca

"Non c’è niente da fare. Promesse, promesse e niente più. Sono passati due anni da quando ci fu detto che da lì a pochi mesi i problemi dello scalo sarebbero stati risolti ma così non è stato. Ci troviamo a vivere un’altra estate in cui i disagi legati alla siccità torneranno a farsi sentire".

Il comitato cittadino che si batte per la risoluzione della carenza idrica a Chieti Scalo annuncia una una manifestazione di protesta il prossimo 8 agosto sotto la sede Aca.

"In parte la siccità ha la sua responsabilità. ma non è sola. Chieti occupa a livello italiano il podio per il pessimo servizio della manutenzione idrica (qui la siccità non c’entra): poca manutenzione e perdite (ben il 71%) mal gestite e interventi prossimi allo zero. Con un tale lavoro, possiamo incolpare la siccità? Normalmente, chi gestisce un posto che rifornisce un bene fondamentale, sa di dover lavorare per la società. In condizioni normali se non si è in grado di fornire un servizio efficace ed efficiente, ci si mette da parte a favore di chi possa farlo in modo esaustivo. I cittadini di Chieti sono anni che si sentono presi in giro. La manutenzione è scarsa, il servizio idem, i lavori che sono stati appaltati non vengono fatti eseguire nonostante i carotaggi abbiano dato esito favorevole alla partenza dell’operato, ma noi siamo fermi. Come può, fatti alla mano, una gestione che, anche davanti ai microfoni di Striscia la notizia, davanti a tutta l’Italia, aver detto che lo Scalo avrebbe risolto tutti i disagi entro marzo del 2022, essere riconfermata da 49 sindaci su 76. L’ente gestore, non produce il bene. Utilizza qualcosa che esiste in natura per venderlo a caro prezzo e non riesce a farne l’uso che la cittadinanza si aspetta, inoltre dietro vane e ripetute promesse non mantiene gli impegni presi".

Il comitato ricorda che "nonostante ciò, nel momento in cui ci poteva essere il cambiamento, 49 sindaci su 76 votano a favore della riconferma dell’Ing Brandelli, dopo averla più volte convocata per rendere conto della crisi del servizio, ora si ritengono contenti e soddisfatti di una situazione che non ha prodotto cambiamenti. Dobbiamo a questo punto pensare che l’interesse politico abbia il sopravvento rispetto all’interesse sociale. Alla politica non interessa il bene dei cittadini ma la salvaguardia delle poltrone. Siamo veramente stufi. Se entro questa settimana non avremo una data certa, il giorno 8 agosto 2022 saremo sotto la sede Aca a pretendere delle risposte. Mi auguro che abbiano il coraggio di essere presenti e parlare chiaro una volta per tutte e non usare scuse e non farsi trovare.  L’ing. Brandelli ci faccia saper il motivo di questo ulteriore ritardo. Ricordo che noi siamo parte lesa di questo disservizio e come cittadini non lo meritiamo. L’ingegnere non esita a ricordare che il Comune di Chieti è debitore nei confronti dell’Aca, ma come cittadini ricordiamo che la maggior parte di noi paga regolarmente bollette per servizi inesistenti e i paganti sono stati costretti ad accollarsi anche le quote dei morosi, come deciso da Aca e sindaci in precedenti incontri. Pertanto se l’Aca non inizierà i lavori promessi e che sarebbero già dovuti terminare, si assuma la responsabilità di esonerare dai pagamenti i cittadini che non ricevono il servizio. Mi piace ricordare che non siamo solo utenti ma siamo contribuenti. Le tasse e le spese che paghiamo per il disservizio, reggono tutta l’azienda acquedottistica nonché i lauti regali in denaro che l’Aca somministra ai suoi dipendenti nel periodo di Natale".

Il comitato conclude spiegando che "non possono sicuramente tutelarsi dicendo di aver appaltato il servizio e lavarsene le mani. Nelle assegnazioni dei lavori esiste un cronoprogramma che va rispettato in tutti i punti e se i tempi tendono a slittare esistono delle penali a riguardo, fino alla cancellazione del contratto. Se le cose stanno continuando su questa linea e anche la regione non interviene ritengo ci sia una responsabilità condivisa".

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