rotate-mobile
Domenica, 14 Agosto 2022
Attualità

Caccia, il Wwf: "Regione Abruzzo in ritardo con il calendario venatorio"

L'associazione ha inviato le osservazioni alla prima bozza. Allegrino: "La giunta Marsilio/Imprudente ha già collezionato 8 sconfitte davanti al Tar"

Il Wwf Abruzzo ha presentato nelle scorse settimane le osservazioni alla prima bozza di calendario venatorio 2022/2023 della Regione Abruzzo. Come ogni anno, l'associazione ha evidenziato criticità nella programmazione della caccia, avanzando le proprie richieste quali ad esempio: l'apertura generale della stagione venatoria il primo ottobre senza deroghe e giornate di pre-apertura; la chiusura della caccia a tutte le specie di uccelli al 31 dicembre; la sospensione della caccia alla coturnice; una maggiore attenzione per le aree di presenza dell'orso bruno marsicano; la richiesta di richiamare anche nel calendario le norme nazionali che prevedono il divieto di caccia nelle aree percorse da incendi e quello di abbandono di cartucce.

Il Wwf Abruzzo evidenzia anche altre criticità, relative alla gestione dell'iter di approvazione: in base alla normativa vigente, la Regione Abruzzo dovrebbe approvare il calendario venatorio entro il 15 giugno. “Ssiamo al 25 luglio e non è stata conclusa la fase di discussione”, sottolinea l'associazione ambientalista, “altre Regioni hanno da tempo inviato la richiesta di parere all'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), parere che sul calendario venatorio è obbligatorio, mentre la Regione Abruzzo lo ha fatto solo di recente”.

"La Regione Abruzzo nel corso degli anni ha perso numerosi ricorsi presentati dal Wwf e altre associazioni ambientaliste sui calendari venatori - ricorda Claudio Allegrino, coordinatore delle guardie del Wwf Abruzzo - Solo la giunta Marsilio/Imprudente dal 2019 a oggi ha collezionato ben 8 sconfitte giudiziarie da parte del Tar Abruzzo tra sentenze, ordinanze e decreti cautelari che hanno evidenziato come le richieste delle associazioni che si occupano di tutela della fauna selvatica siano fondate su basi concrete e giuridicamente sensate".

"Ci auguriamo - continua Filomena Ricci, delegata Wwf Abruzzo - che la Regione accolga le indicazioni che come ogni anno produciamo per rendere l'attività venatoria meno impattante sulla fauna. Da anni ormai siamo costretti a percorrere la strada dei ricorsi al Tar su queste tematiche, vincendoli".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Caccia, il Wwf: "Regione Abruzzo in ritardo con il calendario venatorio"

ChietiToday è in caricamento