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Brigata Maiella, si è spento Giuseppe D’Amico: era sopravvissuto alla "strage di Sant'Agata"

Sfollato a Gessopalena, la mattina del 21 gennaio 1944 si era allontanato con i familiari alla ricerca di cibo. In prossimità di Sant’Agata il gruppo era stato fermato da una pattuglia tedesca

È scomparso ieri 3 dicembre a Gessopalena uno degli ultimi testimoni viventi della strage di Sant'Agata: Giuseppe D’Amico, di Torricella Peligna, all’epoca diciannovenne. Sfollato a Gessopalena, la mattina del 21 gennaio 1944 si era allontanato con i familiari alla ricerca di cibo. In prossimità di Sant’Agata il gruppo era stato fermato da una pattuglia tedesca.

Perquisiti e piantonati per circa mezz’ora, mentre era in corso la strage, i quattro furono uniti al destino delle altre vittime da un tragico ordine di “kaput”. Mentre indietreggiavano per essere fucilati sul posto, Giuseppe D’Amico si era buttato in a terra, rifugiandosi dietro un ulivo e mettendosi così rocambolescamente in salvo.

Perse il fratello, D’Amico Silvio, di 34 anni, sua moglie Di Paolo Angiolina e la sorella Maria D’Amico di 37 anni.

Il presidente della fondazione Brigata Maiella, Nicola Mattoscio, e il vice presidente, Mario Zulli, esprimono "a nome proprio e di tutti gli organi il più sentito cordoglio per la scomparsa di uno degli ultimi testimoni della spietata strage nazifascista, di cui ricorrerà a breve il 77° anniversario".

All’alba del 21 gennaio del 1944 una pattuglia dell’esercito tedesco, di stanza a Torricella, arrivò a Sant’Agata e svegliò una quarantina di sfollati torricelliani, li rinchiuse in una masseria, uccidendoli con bombe e raffiche di mitra. Morirono in 42.

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