rotate-mobile
Martedì, 17 Maggio 2022
Attualità Pizzoferrato

Biodiversità: sulla Maiella azioni a tutela dell'Erba-vescica

La rara pianta acquatica è indicatore biologico di integrità aree umide

Otto anni fa era stata scoperta dai ricercatori dell'università dell'Aquila e dai botanici del Parco nazionale della Maiella nel piccolo Lago Battista, a 1200 metri nel territorio di Pizzoferrato in un'ampia radura nella faggeta dei Monti Pizzi. Fino ad allora, come riporta l'agenzia Ansa,  l'Erba-vescica (Utricularia australis R.Br), rara pianta acquatica carnivora considerata vero e proprio indicatore biologico di integrità delle aree umide dulciacquicole, in Italia era nota per tutte le regioni eccetto Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria.

Dall'inizio dell'inverno in corso i tecnici botanici del Parco della Maiella sono impegnati nel 'restocking', delicata operazione di rinforzo dell'unico popolamento di Erba-vescica in quest'area.

Le piante carnivore, oggi rare, minacciate da urbanizzazione, agricoltura e allevamento, per la loro sensibilità agli agenti inquinanti e all'eutrofizzazione delle acque sono valide indicatrici di qualità ambientale, nonché elementi importanti per la biodiversità.

Per questo nel Giardino Botanico 'Michele Tenore' di Lama dei Peligni , gioiello del Parco della Maiella, dal 2015 è stata avviata una riproduzione ex situ presso lo stagno.

A dicembre scorso alcuni esemplari sono stati reimmessi nel Lago Battista e in altri piccoli corpi idrici adiacenti, seguendo le "Linee Guida per la traslocazione di specie vegetali spontanee" emesse nel 2013 da ministero dell'Ambiente e Ispra.

Il lago Battista è circondato da un compatto nucleo di Salice dell'Appennino (Salix apennina), che fa da cornice alla vegetazione acquatica con Brasca comune (Potamogeton natans) ed Erba-vescica. Il genere Utricularia è uno dei quattro taxa di piante carnivore spontanee d'Italia, tutte legate ad ambienti acquatici o suoli saturi di acqua (generi Drosera, Utricularia, Pinguicula, Androvanda).

"La lotta ai cambiamenti climatici - commenta il direttore del Parco della Maiella, il botanico Luciano Di Martino - parte proprio dal ripristino delle corrette interazioni tra specie: le reti alimentari de?niscono le interazioni tra gli organismi in stagni, foreste e altri habitat, e quindi i cicli biogeochimici sostengono la struttura ecologica delle comunità biologiche".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Biodiversità: sulla Maiella azioni a tutela dell'Erba-vescica

ChietiToday è in caricamento