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La città senza biblioteche: nessuno ha aderito alla campagna per far riaprire quella del G.B. Vico

La biblioteca antica del liceo custodisce un ricco patrimonio di classici donati dalla famiglia di Carlo Milani, ma per renderla fruibile a tutti servono determinati interventi. Uno dei donatori ci ha illustrato il progetto

L’ingegner Giancarlo Milani ha raccolto un’eredità importante dal papà Enrico e dal nonno Carlo Milani, latinista, ex docente del liceo ginnasio teatino, assessore alla cultura nella giunta municipale di Chieti negli anni Venti: un patrimonio di libri che assieme alle sue sorelle Milani, residente a Monza, ha promesso di rendere fruibile. Una parte di questi volumi, circa 1850, è stata donata nel 2016 alla biblioteca liceo Classico e del Convitto G.B. Vico:  testi dal XV secolo a tutto il ‘900 appartenuti al fondo Milani, uno reca la dedica di Luigi Pirandello ed uno un autografo di Gabriele D’Annunzio. Sono libri preziosi per la scuola e per la città che hanno arricchito il patrimonio di circa 19 mila testi del G.B. Vico.

 La biblioteca antica del Convitto è stata restaurata e inaugurata ma, a distanza di due anni, la struttura non è fruibile al pubblico come ci si aspettava e non è diventata quel polo di aggregazione culturale che la famiglia Milani sperava. Un luogo più che mai necessario in centro città, soprattutto alla luce del fatto che la biblioteca provinciale è ancora relegata al Theate center e continua ad avere orari da ufficio pubblico che poco si incontrano con le esigenze degli studenti.

L'unica biblioteca a Chieti è un incubo

 La campagna di finanziamento lanciata un anno fa per consentire tutti gli interventi favorevoli alla riapertura al pubblico della biblioteca del Vico è stata praticamente disertata e oggi Giancarlo Milani è tornato in città per lanciare un appello ai potenziali ‘mecenati’, nonché a chiunque abbia a cuore le sorti della vita culturale della città. “Quello che chiedo ai miei concittadini – le parole di Milani – è se credono all’educazione cultuale delle nuove generazioni. Come tutti sanno, una biblioteca è un luogo di cultura, tenuto in vita dal proprietario (in questo caso dal Convitto nazionale G B Vico), ma sostenuto dalla comunità locale e da tutti coloro che credono nello sviluppo culturale dei propri figli quale motore fondamentale della propria vita. Per rendere realizzabile la riapertura della biblioteca a tutti e la fruizione dei volumi custoditi, alla fine di agosto 2017 il Convitto si è iscritto al portale ArtBonus del Mibact nel tentativo di raccogliere fondi. Ai donatori è previsto un recupero fiscale pari al 50% del contributo elargito. Adistanza di un anno dal lancio della campagna di finanziamento la reazione dei cittadini di Chieti è stata nulla: non un euro è stato versato a sostegno del progetto del glorioso istituto”.

Gli interventi per la biblioteca antica

I costi ipotizzati per gli interventi ammontano a 96.050euro: prevedono nuova inventariazione e catalogazione secondo i criteri del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), l'installazione di un impianto di climatizzazione necessario per la conservazione preventiva del patrimonio, la rimozione di barriere architettoniche per facilitare l'accesso ai disabili, armadietti per depositare borse e zaini prima di accedere, impianto antincendio, schedario cartaceo e un inventario digitale di tutto il patrimonio librario e, ovviamente, un responsabile bibliotecario in grado di assistere gli utenti per la individuazione dei libri e per la loro ricollocazione nel posto prestabilito.

Non solo interventi, ci sono anche nero su bianco dei progetti per ‘animare’ questa casa della cultura una volta accessibile con delle iniziative già individuate: conferenze sulla cultura classica durante l’Umanesimo e il Rinascimento, dibattiti sullo studio del greco e del latino nei Licei, ma anche incontri sull’astronomia e la numismatica, fino ai briefing sui musei cittadini.

Per ora, però, l’unica cosa certa è che la campagna di donazione tramite il sito di Art Bonus non ha avuto riscontro a Chieti e la famiglia Milani, dopo un colloquio con la preside del Vico Paola Di Renzo e l’associazione Noi del Gb Vico, è intenzionata a far ripartire il progetto anche attraverso nuovi canali.

“Navigando tra gli interventi ArtBonus – dice ancora Giancarlo Milani - si scopre che piccole donazioni (anche di 30 o 50 euro) moltiplicate per un gran numero di donatori permettono di raggiungere importi significativi. Chi non volesse aiutare finanziariamente il Convitto Vico potrebbe contribuire con opere dirette al perseguimento degli obiettivi del progetto. In questo caso sarà sufficiente che entri in contatto con il rettore per sottoporre alcune proposte come proprio contributo per la realizzazione ultima di uno dei punti sopra elencati. Ad esempio, un artigiano potrebbe realizzare gratuitamente gli armadietti, un altro le porte a battenti, un’impresa potrebbe realizzare l’impianto di climatizzazione e così via. Quale il ritorno? Non il beneficio fiscale del 50% dei costi – conclude - ma la promozione della propria immagine e la riconoscenza del Convitto”.

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