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"Tua vuole svendere la Sangritana": l'accusa della Uil Trasporti Abruzzo

Tra le motivazioni ufficiali, si legge nel bando, vi è la ricerca di un partner finalizzata 'all’apporto di know how e indirizzi innovativi alla business cargo', ma per il sindacato sarebbe un "tentativo di smantellare il settore trasporti"

"Dopo il primo tentativo del giugno 2022 andato a vuoto, la Tua spa ci riprova e pubblica, con la condivisione e il coinvolgimento indiretto del governo regionale, un nuovo avviso per la vendita o meglio la svendita della Sangritana spa, azienda regionale leader nel settore del trasporto merci su ferrovia". Sono le parole del segretario generale della Uil Trasporti Abruzzo, Vincenzo Marcotullio. 

"Tra le motivazioni ufficiali, si legge nel bando - incalza - vi è la ricerca di un partner finalizzata 'all’apporto di know how e indirizzi innovativi alla business cargo'. Non si può non rilevare che, diversamente dal bando di vendita precedente (andato deserto), questa volta tra i requisiti di partecipazione è scomparso il dover essere un operatore del settore specifico ovvero una impresa ferroviaria. Adesso invece basta essere un semplice 'movimentatore di merci' e quindi solo un operatore della filiera della logistica attività questa, che ovviamente nessuna attinenza ha con il trasporto ferroviario. Che know how ci si può quindi attendere da un tale operatore? Quali attrezzature e quali esperienze saranno apportate? Piuttosto sorge il dubbio che invece si coglierebbe da parte di Tua spa solo l’interesse ad abbandonare il settore facendo bottino dalla vendita dopo aver scaricato per anni 'costi' sulla sua partecipata alleggerendo così il proprio bilancio".

"Dietro quindi quella che viene ufficialmente presentata come una iniziativa finalizzata ad assicurare il decollo della società ferroviaria di trasporto merci su attività di respiro internazionale - accusa Marcotullio della Uil Trasporti - si nasconde un clamoroso autogol per tutto il territorio regionale e il suo tessuto industriale già penalizzato dalla inadeguatezza delle infrastrutture. Ci domandiamo quindi, se l’interesse della Regione Abruzzo, che aveva anche concesso il riconoscimento alla Sangritana spa di 'società di interesse generale', ora sia quello di perdere il controllo della propria impresa ferroviaria e limitarsi ad avere la sola partecipazione in un’azienda che si dovrebbe porre in concorrenza con altri operatori ferroviari nazionali e internazionali esercitando servizi di carattere di lunga percorrenza  invece di sviluppare servizi per le imprese che operano nel territorio regionale assicurando loro servizi di manovra, composizione convogli  e anche trazione tra i poli infrastrutturali di interesse e le diverse aree industriali. La nostra organizzazione sindacale sin da subito ha contrastato nel merito questa scelta perché la valuta affrettata e non rispettosa delle reali esigenze del mondo produttivo regionale in particolare delle industrie operanti nella Val di Sangro".

"La Regione Abruzzo, com’è noto - aggiunge - ha un asset in tema di infrastrutture dei trasporti molto fragile: porti ancora in attesa degli investimenti e con pescaggio limitato; ferrovie ancora a semplice binario e non servite dall’alta velocità, rete autostradale senza corsie di emergenza e senza terza corsia con gallerie e ponti che necessitano di rilevanti interventi manutentivi che dureranno diversi anni; aeroporto che perde voli e relazioni di traffico. Abbiamo quindi necessità di potenziare questo settore e non di smantellarlo. Infine, tra le varie motivazioni addotte dalla dirigenza di Tua spa, ci si racconta che si evidenzierebbe uno stato di esposizione bancaria della Sangritana spa. Si evita però di dire che l’esposizione non è dovuta a debiti derivanti da una cattiva gestione, ma deriva da investimenti sul materiale rotabile (locomotori) per i quali si sono accese linee di finanziamento bancario che a differenza di quanto accaduto per la  Tua spa non sono stati oggetto di finanziamenti a fondo perduto da parte della Regione Abruzzo stessa. E si domanda: quale istituto di credito oggi concede finanziamenti se non valuta e accerta la solidità di chi riceve il finanziamento e soprattutto la sua capacità di restituirlo?".

"Infine - conclude Marcotullio - proponiamo all’opinione pubblica una semplice riflessione: chi, sano di mente e/o senza ulteriori interessi,  venderebbe una propria attività commerciale che, partita nel 2018 con soli 1,6mln di fatturato è arrivata nel 2022 a un valore della produzione di 11,6mln e che da 47 dipendenti (2018) oggi assicura lavoro a 97 unità (tutte giovani) ma soprattutto del territorio? Concludiamo questa nostra nota rinnovando l’invito al Governatore della Regione Abruzzo per l’annullamento della procedura, restando a disposizione per un confronto di approfondimento anche in sede pubblica sul tema".

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