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Pronto intervento sociale: approvate le linee guida per il Comune di Chieti

Garantiscono la reperibilità di un nucleo professionale nella più ampia fascia oraria possibile e la collaborazione operativa con tutti i soggetti già operanti sul territorio

La giunta comunale di Chieti ha approvato le linee guida per l'attuazione del piano di pronto intervento sociale, per potenziare attività e organizzazione del sistema dei servizi sociali del Comune.

"Il pronto intervento sociale - spiega l'assessora alle Politiche sociali, Mara Maretti - rappresenta il punto di presidio degli interventi sociali in urgenza e il principale accesso agli interventi di protezione sociale in caso di necessità. Garantendo la reperibilità di un nucleo professionale nella più ampia fascia oraria possibile e la collaborazione operativa con tutti i soggetti già operanti sul territorio, potremo essere presenti quando il bisogno di manifesta e risolvere problemi urgenti in modo tempestivo. Operare in tal modo non è cosa semplice, per questo abbiamo fissato delle linee guida che saranno la nostra bussola".

L’azione dell’amministrazione si manifesterà attraverso l’attivazione di protocolli operativi e d’intesa con le principali istituzioni pubbliche e attori del territorio (medici, psichiatri, forze dell’ordine, autorità giudiziaria, presidi ospedalieri, tribunale per i minorenni, Asl, terzo settore) che si occupano di fornire interventi di in favore della collettività,  in risposta a bisogni individuali e/o familiari di persone in condizione di estrema fragilità e/o indifferibile/urgente esigenza.

Inoltre, è stata avviata una ricognizione dei soggetti del terzo settore operanti sul territorio, che erogano servizi di interesse pronto intervento sociale, per lavorare insieme a forme di co-progettazione e collaborazione, anche per intercettare linee di finanziamento delle misure.

"Il modello - aggiunge Maretti - è quello della sperimentazione in corso con alcuni soggetti e attori che si occupano di fronteggiare situazioni di impoverimento e disagio sociale derivante all’emergenza sanitaria (Caritas, Croce Rossa, Capanna di Betlemme), nonché quella di protezione civile in relazione all’emergenza sociale connessa alla pandemia. Il nostro obiettivo è riconoscere e valorizzare l’integrazione tra pubblico e privato nel campo dei servizi alla persona per promuovere la crescita dei servizi e delle prestazioni sociali cittadine che vada dal sostegno economico ai nuclei famigliari per bollette, spese, sanità e istruzione, a interventi più prettamente di rango sociale, contro il disagio e la marginalizzazione. Sono previsti incontri ciclici per fare il punto e calibrare le azioni sul tavolo del Pis, costantemente aggiornato dai referenti di ogni segmento di intervento”.

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