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A Chieti la giunta dice sì all'attivazione di politiche sulla parità di genere e all'assunzione del bilancio di genere

L'obiettivo è fare la propria parte per risolvere un problema oggettivo, la recessione innescata dalle misure di contenimento per l’emergenza pandemica che si sta rivelando in modo negativo soprattutto sull’occupazione e sull’occupabilità femminile

La giunta comunale di Chieti ha approvato la delibera per l’attivazione di politiche sulla parità di genere e per l’assunzione del bilancio di genere. Una scelta che l’amministrazione adotta al fine di adeguare gli standard della città, per finanziare una serie di azioni rivolte alle donne, anche a fronte delle conseguenze sociali dell’emergenza pandemica, che le vede fra i soggetti più svantaggiati.

“I problemi delle donne sono tanti e si ripercuotono sullo sviluppo sano ed equo di tutti – commentano il sindaco Diego Ferrara e gli assessori a Politiche Sociali e Pari Opportunità, Mara Maretti e Fabio Stella – per questo l’amministrazione apre le porte a un percorso che ha come orizzonte sia la consapevolezza degli 'svantaggi' che ancora oggi si manifestano nella vita professionale e personale delle donne, avviando una progettazione operativa in linea con le normative vigenti in Italia e in Europa, nonché con le iniziative adottate a livello europeo".

"Anche se l’Abruzzo non fa scuola, a causa della mancanza di una legge regionale che raccolga tali esigenze e le trasformi in una trattazione di riferimento e che ad oggi non c’è - aggiungono - se non quale proposta da parte dei consiglieri regionali di minoranza, siamo convinti che una pubblica amministrazione, pur nel suo raggio di azione, debba e possa fare qualcosa. Con la delibera poniamo le basi di questo approccio, proponendoci di lavorare in sinergia con tutti i soggetti utili a tale causa, dalle parti sociali alle associazioni di categoria, nonché la consigliera regionale di parità, la consigliera di parità della Città di Chieti e la Commissione consiliare per le Pari opportunità, organizzazioni sindacali, direzioni del lavoro e tutti i soggetti coinvolti sulle discriminazioni e le molestie sul lavoro. Un atto che nasce da un problema oggettivo, la recessione innescata dalle misure di contenimento per l’emergenza pandemica che si sta rivelando in modo negativo soprattutto sull’occupazione e sull’occupabilità femminile".

"Con la nostra delibera - proseguono gli amministratori - saremo pronti anche ad assicurare che una quota significativa delle risorse del Pnrr siano distribuiti paritariamente, al fine di garantire la parità qualificata di rappresentanza di genere nei livelli decisionali degli organismi pubblici che dovranno elaborare, promuovere e gestire politiche di spesa in ogni campo. Con l’assunzione del bilancio di genere, ci doteremo di un vero e proprio strumento operativo per valutare l'impatto sulle cittadine e i cittadini degli impegni economico-finanziari e delle politiche assunti dal Comune. Sarà inoltre possibile aumentare la qualità del lavoro per le donne all'interno dell'Amministrazione e in generale prevenire discriminazioni di genere, acuite dalla crisi Covid-19".

"In generale, con i vari strumenti di gender mainstreaming - concludono Maretti e Stella sarà nostra cura monitorare lo sviluppo delle forme innovative di smart working e lavoro agile, affinché non diventino ostative ai percorsi di carriera e promuovere azioni a vantaggio dell’imprenditoria femminile, nonché agevolazioni e premialità per le aziende e le associazioni che praticano le pari opportunità nella propria organizzazione”.

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