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L'appello di Menna alla Regione sul dimensionamento scolastico: "Chieda al governo Meloni di cancellare accorpamenti imposti"

Il presidente della Provincia di Chieti a margine del tavolo di dimensionamento scolastico 2024/2025 convocato dalla Regione Abruzzo che ha dato disponibilità ad avvalersi della proroga di trenta giorni della scadenza del 30 novembre

"Sul dimensionamento scolastico le posizioni sono chiare e riconoscibili ai cittadini, nonostante qualche soldatino in campagna elettorale tenti di fare confusione. Ormai quasi tutte le parti sociali chiedono che la Regione Abruzzo di Marsilio si rivesta di coraggio e affronti una volta per tutte la questione del dimensionamento scolastico con il Governo, affinché la Meloni e il ministro Valditara tornino sui propri passi per cancellare gli accorpamenti scolastici imposti e incuranti delle esigenze e caratteristiche del territorio”. È quanto dichiara il presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna cheq uesta mattina ha preso parte al tavolo regionale per il dimensionamento scolastico 2024-2025 con l'assessore Pietro Quaresimale.

Intanto nella riunione odierna del tavolo tecnico interistituzionale per il dimensionamento della rete scolastica, la Regione Abruzzo ha dato disponibilità ad avvalersi della proroga di trenta giorni della scadenza del 30 novembre qualora la richiesta venga avanzata ufficialmente ed immediatamente dalle province abruzzesi.

Nell'evidenziare come i tagli delle dirigenze in Abruzzo gravino in maniera consistente solo sulla provincia di Chieti, il presidente Menna chiede alla Regione governata da Marsilio "perché ha accettato il criterio di ripartizione imposto dal ministro Valditara che penalizza l’Abruzzo rispetto ad altre regioni per gli istituti scolastici da accorpare?". E ancora: " Perché la Regione ha supinamente accettato di tagliare le dirigenze da 190 a 179 in Abruzzo, quindi cancellandone 11? Perché la Provincia di Chieti tra tutte le province è quella più colpita da questi tagli avendone previste 2 per Pescara e Teramo e 3 per L’Aquila, nonostante un territorio molto più ampio e montano di Teramo e Pescara dove si prevede la metà dei tagli? Perché la Regione Abruzzo, deliberando tardivamente a metà ottobre una deroga a 400 iscritti per i comuni montani e 600 per gli altri comuni, non ha determinato i nuovi criteri per i quali la Provincia avrebbe potuto e dovuto convocare i tavoli con comuni e sindacati per gli accorpamenti? E perché la Regione Abruzzo o non ha proceduto a presentare ricorso contro la decisione unilaterale del Governo come hanno fatto altre regioni?". 

"Domande semplici - dichiara Menna -  che abbiamo poste ai tavoli regionali, l'ultimo questa mattina. Le risposte sono un po’ più difficili per chi a chiacchiere dice di voler tutelare le aree interne della nostra Provincia e nei fatti la penalizza, come testimoniano le bocciature della proposta della giunta Marsilio anche da parte di Teramo e Pescara.

"Questa ripartizione non tiene adeguatamente conto delle caratteristiche e peculiarità dei nostri territori che presentano ampie zone montane. Respingiamo questo modo di operare della Regione, come per altro hanno fatto anche le altre Province di Teramo e Pescara, che hanno bocciato la proposta regionale. Bisogna avviare le operazioni di dimensionamento scolastico con i dovuti tempi e modi, anche per raccogliere le istanze dei territori e permettere di presentare proposte concrete condivise. Noi siamo abituati a condividere le decisioni con le comunità e le parti sociali, non ci piace decidere senza ascoltare prima le istanze dei cittadini, delle scuole, dei sindacati e dei sindaci”, conclude il consigliere delegato provinciale Massimo Tiberini.

La richiesta di proroga invece era stata avanzata inizialmente dalla Cisl Scuola Abruzzo Molise  e questa mattina è stata portata con decisione all’apertura della riunione dal
presidente della Provincia di Chiei. "Regione, Province e Comuni, avrebbero ulteriori 30 giorni di tempo per una reale condivisione delle scelte da operare sulla rete scolastica - fa presente il sindacato -  fermo restando che l’Abruzzo è stato penalizzato dal taglio di ben 11 autonomie scolastiche per far raggiugere dal 1 settembre 2024 una media di 915 alunni per autonomia scolastica. Per avere dei riferimento: il Molise avrà una media di 702 alunni, la Basilicata 828 alunni, la Sardegna 799, l’Umbria 833, il Friuli Venezia Giulia 872, la Calabria 907, la Puglia 930 e le Marche 941".

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