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Prigioniera in casa a "La vita in diretta', sindaco e Giannini: "Stiamo predisponendo una sanatoria"

Sul caso della signora Paola Antonelli, finito su Raiuno, Ferrara e l'assessora alle Politiche dalla casa fanno sapere di essere al lavoro da tempo ma che per consentire il trasferimento è necessaria una sanatoria della sua situazione

La ‘rassicurazione’ era arrivata già durante il collegamento de 'La vita in diretta' con Paola Antonelli, la donna invalida al 100% prigioniera nella sua casa popolare a Chieti da tre anni e che chiede da tempo una casa al pianterreno "per tornare a respirare". Oggi il sindaco di Chieti e l’assessora alle Politiche della casa e al sociale Alberta Giannini fanno sapere pubblicamente che gli uffici della casa e del pronto intervento sociale sono al lavoro da tempo su questo delicato casoa.

“Non è per noi una situazione sconosciuta, né l’amministrazione è stata inerte, tant’è che il Comune ha sia preso in carico la signora con il pronto intervento sociale e in questi giorni, attraverso gli uffici delle Politiche della casa, sta predisponendo una sanatoria della sua situazione, in modo che si possa procedere al cambio dell’alloggio. È necessario agire così, perché la legge stabilisce che possa chiederlo chi ha una posizione regolare, a prescindere dalle condizioni dell’assegnatario”, chiariscono Ferrara e Giannini.
 
Una situazione complessa per la quale si auspica un lieto fine a breve. “La signora Paola – ricostruiscono dal Comune- è assegnataria temporanea di un alloggio popolare al primo piano, questo dal 2009. In seguito alla verificata disponibilità di un immobile popolare a piano terra per decesso dell’assegnatario avvenuto lo scorso novembre, ha chiesto all’Ufficio delucidazioni in merito alla possibilità di chiedere il trasferimento in detto alloggio, a causa dei problemi fisici che la affliggono. Per poter usufruire della mobilità bisogna seguire la procedura determinata dagli art. 17 e seguenti della Legge regionale 96/96, dunque attraverso un Bando generale promosso dall’Ater, oppure con scambio consensuale tra due assegnatari in forma definitiva. L’ufficio le ha spiegato con chiarezza che per procedere è indispensabile per legge l’assegnazione definitiva dell’immobile”. 

Come spiegano, l’assegnazione temporanea può essere trasformata in definitiva in due casi: con la partecipazione a un bando, oppure a seguito di una richiesta di sanatoria, dopo la scadenza del termine di assegnazione, che viene esaminata da una apposita commissione, composta da figure terze al Comune e che si riunisce periodicamente presso l’Ater. “Quest’ultimo – dichiarano Ferrara e Giannini - è il percorso più confacente alla situazione della signora Antonelli, che infatti a novembre ha presentato l’istanza di assegnazione definitiva. Perché si perfezioni gli uffici competenti hanno verificato la necessità dell’assegnataria di regolarizzare la sua posizione e stanno ricontabilizzando il piano di rientro da proporle per risolvere la problematica. La nostra volontà è quella di risolvere, lo dimostra la condivisione del percorso da fare per arrivarci. Dobbiamo farlo, però, secondo le procedure stabilite dalla legge, perché sia un percorso valido per tutti coloro che dovessero trovarsi nella sua medesima condizione, in quanto quello alla casa è un diritto di tutti per noi serio e prioritario”.
 

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