Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Anziana positiva al Covid rimane sola perché il figlio è ricoverato: il medico dell'Usca le fa compagnia e le prepara da mangiare

Una bella storia diffusa dal sindaco Ferrara, per plaudere all'impegno del dottor Pizzi che, terminato il turno di lavoro, ha deciso di prendersi cura della signora conosciuta in servizio finché non si è trovata una sistemazione

Nel groviglio di una cronaca che, da mesi, è occupata da statistiche fredde e brutte notizie, di "furbetti" che sfruttano persino una pandemia, di disservizi e lamentele, ogni tanto, ci si imbatte anche in una storia bella da raccontare. 

Bella perché è il ritratto di chi ha fatto della nobile professione del medico una missione, rendendo pienamente onore ai "principi etici della solidarietà umana" invocati nel giuramento di Ippocrate. Bella perché fa sperare che, soprattutto nei momenti peggiori, ci sia chi onora il camice che indossa ben oltre il senso del dovere e l'orario di lavoro. 

È stato il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, a diffondere questa vicenda "triste - ha puntualizzato - ma la cui soluzione, anche se momentaneamente non piacevole, dimostra l'abnegazione, la professionalità e l'umanità dei medici impegnati a contrastare gli effetti della pandemia, da molti anzi da troppi ancora banalizzata se non negata". Una scintilla di speranza che ha voluto condividere sui canali social del Comune.

Protagonista è il dottor Gianpiero Pizzi, che, durante il suo turno di lavoro nell'Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) si è imbattuto in questa famiglia composta da un uomo di 69 anni e della madre ultranovantenne, che lui accudisce tutto il giorno. 

L'uomo, però, rimane contagiato dal Covid 19 e i sintomi sono così gravi che deve essere ricoverato. La mamma, risultata positiva, fortunatamente ha pochi sintomi, dunque può restare a casa. Ma questo peggiora la situazione, perché la signora è sola e non ha nessun'altro che può occuparsi di lei.

Così, infermieri e medici dell'Usca non si limitano a svolgere quel che il loro mestiere impone, ma fanno molto di più. Il dottor Pizzi va a trovare la signora, le prepara da mangiare, si rende disponibile a restare con lei anche di notte, finché non si trovi una soluzione adeguata.

"Allertato come sindaco - racconta Ferrara - ho fatto rete con le associazioni di protezione civile, il 118, il direttore generale Schael, il direttore sanitario Muraglia, trovando una sistemazione protetta e, si spera, momentanea, per l'anziana signora. Un plauso a tutti e un encomio al dottor Pizzi, il cui atteggiamento empatico ha permesso a me e a tutti gli attori di questa storia di renderla meno triste”.

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