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Mercoledì, 17 Agosto 2022
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Raddoppio ferrovia, la "variante dei cittadini" ha una speranza: al lavoro per ridurre il rischio di esondazione

Tavolo tecnico in Regione per fare il punto sul progetto e sulle richieste dei territori, ma non si procederà prima della Via e della conferenza dei servizi

Arrivano spiragli positivi dalla riunione tecnica che si è tenuta stamani in Regione sul progetto dell'alta velocità della ferrovia Pescara-Roma. 

Il resoconto dei sindaci di Chieti, Diego Ferrara, e Manoppello, Giorgio De Luca, parla di un "positivo confronto con il direttore generale dell'ente, Antonio Sorgi, e i dirigenti dei settori coinvolti". I due primi cittadini si dicono "motivati" dopo il vertice a cui ha partecipato anche il sindaco di Scafa, Maurizio Giancola, oltre agli uffici tecnici dei Comuni coinvolti.

In particolare, nel corso dell'incontro è emerso che "la variante al lotto 1, quella dell’interporto, cosiddetta 'variante dei cittadini', che abbiamo elaborato congiuntamente al fine di evitare l’impatto maggiore fra Brecciarola e Manoppello, è l’ipotesi migliore, con dei correttivi capaci di garantire anche la maggiore messa in sicurezza di tutto il territorio interessato dalle esondazioni. Si tratta di integrare le vasche di espansione a monte dell’interporto, operazione che interesserà ulteriori 100 ettari che ora dovremo individuare e che metteremo nero su bianco in uno studio a cui gli uffici tecnici dei comuni di Chieti e Manoppello lavoreranno insieme nei prossimi giorni”.

“Non si procederà prima della Via e della conferenza dei servizi, ma la Regione è stata chiara nell’intenzione di provare a rendere concretizzabile la nostra variante, attraverso la realizzazione di nuove casse di espansione a monte – riferiscono il sindaco Ferrara e il presidente del consiglio comunale Luigi Febo - A questo lavoreremo sin da subito, anche alla luce della delibera della Regione che apre un percorso alla possibilità di eliminare le criticità evidenziatesi durante il dibattito pubblico sul progetto originario". 

"I problemi sulla nostra variante - aggiungono - sono tutti risolvibili, dunque è indispensabile agevolare anche questa possibilità, perché la realizzazione di ulteriori casse di espansione risolve la sicurezza di una considerevole fetta di territorio dal rischio di esondazione e spiana la via alla revisione progettuale che dovrà fare Rfi. Se ciò non dovesse accadere, ci hanno fatto presente i tecnici regionali, sarà indispensabile preparare una nutrita lista di richieste, al fine di alleviare gli impatti del progetto, a tutela del territorio e delle nostre rispettive comunità. Per riuscire nell’intento abbiamo più tempo, la Via richiederà infatti diversi mesi e a livello europeo è in itinere anche uno slittamento dei tempi del Pnrr, al fine di dare più possibilità alle comunità locali di attingervi. Restano comunque serrati quelli dello studio che ci appresteremo a fare per ampliare il progetto di realizzazione delle casse di espansione, un lavoro che seguiremo con le rispettive strutture comunali, i consiglieri che se ne sono occupati e la commissione straordinaria dedicata, presieduta dal consigliere Vincenzo Ginefra, che in questi mesi ha fatto un ottimo lavoro di conoscenza, divulgazione e approfondimento”.

"Anche con il supporto di documentazione e rendering grafici – ha detto il sindaco di Manoppello, Giorgio De Luca, presente all’incontro con l’assessore Giulia De Lellis, la struttura tecnica comunale e la vicepresidente della commissione comunale Rfi Barbara Toppi – abbiamo ribadito al direttore generale della Regione e ai tecnici del dipartimento regionale Infrastrutture e trasporti, alla presenza del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che, per il Comune di Manoppello, l’unica via percorribile a salvaguardia dei territori, è quella della Variante Interporto e ci siamo messi a disposizione in un’ottica di confronto costruttivo che porti la Regione ad un confronto franco con Rfi con l’obiettivo di riscrivere una pagina d’intesa con le comunità locali e per il progetto già proposto dai Comuni di Manoppello e Chieti. L’attuale progetto Rfi pone il tema del consumo di suolo, perché da un lato, nel centro urbano, con il raddoppio in affiancamento al tracciato esistente si sventra la città, si abbattono case ed attività commerciali, si complicano i collegamenti con gravi problemi per il trasporto pubblico locale dirottato su strade troppo strette per il passaggio di autobus e mezzi mentre dall’altro, fuori dal centro cittadino, il tracciato prevede l’abbandono in affiancamento alla linea storica e la realizzazione di un imponente viadotto articolato in 3 elementi. Il viadotto che sormonta prima la statale, poi l’autostrada e infine il fiume Pescara, a forte impatto ambientale, costituirebbe un unicum in Val Pescara in quanto sola infrastruttura che taglia trasversalmente ed in modo così significativo la vallata. Inoltre, questo viadotto in rilevato, interferirebbe con Alanno gas, che resta un’area totalmente insicura. L’auspicio è che la Regione si sieda al tavolo con Rfi potendo fornire ogni risposta utile per favorire una variante di progetto efficace e rispettosa dei territori. Per quanto riguarda Manoppello continueremo a favorire il dialogo fra enti e a proporre soluzioni alternative concrete che auspico possano finalmente portare buoni frutti”. 

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