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Le vetrine di Chieti adottano "Adelaide", il libro della scrittrice teatina Ferrari candidato al Premio Campiello

Il volume, che racconta storia della donna che nell’800 diventò la figura di riferimento della famiglia de’ Mayo, sarà valorizzato dai negozi della città

Dopo Lanciano, con "Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio" di Remo Rapino, che lo ha vinto nel 2020, il Premio Campiello potrebbe arrivare a Chieti. 

"Adelaide" (Castelvecchi), della scrittrice teatina Antonella Ferrari è candidato alla 59esima edizione del Campiello. A fare il tifo per lei l'amministrazione comunale, che stamani ha presentato un'iniziativa dedicata a mostrare il massimo sostegno di Chieti alla concittadina: il libro ispirato alla storia della donna che nell’800 diventò la figura di riferimento della famiglia de’ Mayo, infatti, sarà "adottato" dalle vetrine della città. 

Stamani, in conferenza stampa, oltre all'autrice, erano presenti l’assessore al Commercio Manuel Pantalone e la presidente di Confcommercio Chieti Marisa Tiberio.

“Voglio fare il mio personale in bocca al lupo al libro e alla sua autrice, con la speranza di vederlo nella rosa dei finalisti – dice il sindaco Diego Ferrara – Ripartire con un biglietto da visita come questo per la città è una grande fortuna e, al contempo, un grande onore che ci auguriamo di poter vivere fino in fondo, con la scelta del testo nella rosa finale”.

“La partecipazione al Campiello è stata una sorpresa meravigliosa – ha raccontato Antonella Ferrari - speriamo che il libro abbia fortuna e apra una finestra anche sulla nostra città che ne è interprete insieme a questa donna speciale di una famiglia di riferimento sul territorio. Il libro è nato quando ho scoperto che quella che nel romanzo chiamo donna Ade, come forse venne chiamata all’epoca, in un tempo in cui la condizione femminile era ancora molto sottovalutata, a poco più di 30 anni venne nominata amministratrice di tutto il patrimonio della famiglia de’ Mayo. Parliamo di una donna indipendente, non si è mai sposata, non ha avuto figli, forse non particolarmente avvenente, ma di certo dal carattere forte e con un grande ascendente sugli altri, visto che venne scelta anche come erede universale dalla zia Concetta Ravizza, nonostante in famiglia ci fossero altri componenti e dei fratelli. Il suo profilo è venuto fuori in pochi elementi dalle carte consultate fra l’Archivio storico e Palazzo de’ Mayo, dove ha sempre vissuto, ma ho voluto raccontarla come un’eroina, che con il suo carisma riesce ad esprimere anche una forte attualità e ad essere un esempio per le ragazze e giovani donne di oggi. L’ambientazione è quella della Chieti attraversata dai moti carbonari, che fa da sfondo alla storia con tutto il suo splendore, con le Terme romane, la via Tecta che sbucava proprio nei sotterranei del palazzo, scenari e che mi hanno aiutato a costruire il romanzo, in cui ho inserito anche figure inventate, ma aderenti alla teatinità di quegli anni e in cui prendono vita tanti amori, anche proibiti e trasversali, come capita in un romanzo”.

“La cultura e la storia sono la cifra portante della nostra città – commentano il vicesindaco e assessore alla Cultura Paolo De Cesare e l’assessore al Commercio Manuel Pantalone – Siamo davvero lieti che in questo momento di ripartenza sia un libro in uno dei consessi letterari più importanti del Paese, qual è il Premio Campiello, a promuovere la storia di un personaggio attuale e straordinario e la Chieti dell’800, facendo da apripista a un percorso di marketing territoriale di qualità che è quello che a Chieti serve, affinché venga raccontata in tutta la sua bellezza e valore. La cinquina si definirà il 28 maggio e incrociamo le dita nella speranza che questa storia entri nella rosa dei finalisti, perché merita. Il libro è bello, la figura di Adelaide è tanto carismatica quanto riservata, il romanzo non solo le dona una storia e un contesto fra realtà e fantasia in cui si muovono le sue azioni, ma dona a Chieti la possibilità di veder riprendere vita uno spaccato dei suoi tempi passati. Come amministrazione abbiamo sposato il progetto di sostegno e promozione e così abbiamo affiancato lo stemma della Città nelle locandine che accompagneranno il libro, per creare una sinergia e perché riteniamo che cultura ed economia locale debbano viaggiare di insieme e di pari passo e promuovere la nostra città, cosa che faremo anche sul commercio a breve, con il lancio della campagna #CompraTeatino”.

“Come Confcommercio cultura - ha spiegato Marisa Tiberio - abbiamo subito creduto e voluto sostenere il libro e Antonella Ferrari. Lo abbiamo fatto creando un hashtag che unisce letteratura e commercio: il libro comparirà nelle nostre vetrine con la speranza che approdi alla cinquina del Campiello, perché, oltre a essere un’opera di valore, offre a Chieti una grande opportunità, quella di godere di una prestigiosa vetrina nazionale. Inoltre, la storia è coinvolgente e attraente, perché descrive una donna dalle caratteristiche di altri tempi rispetto a quelli in cui è vissuta, sembra il profilo di una donna attuale che con il suo carattere conquista non solo attenzione, ma importanza e affidabilità, al punto da diventare l’elemento portante dell’intera famiglia, una delle più importanti della storia cittadina di quei tempi”.

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