Venerdì, 15 Ottobre 2021
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Serbatoi chiusi un'ora e mezza prima e accordi non rispettati con il Comune, che insorge contro l'Aca

Questa settimana sono 6 le chiusure idriche programmate dall'azienda acquedottistica, più di quanto assicurato all'amministrazione, che ora chiede impegni precisi

"Comprendiamo che l'emergenza incendi abbia richiesto un utilizzo maggiore dalle riserve idriche, ma l'Aca rispetti gli accordi". È l'appello del sindaco Diego Ferrara e dell'assessora all'Ambiente e alla transizione ecologica Chiara Zappalorto. 

Ieri sera, infatti, c'è stata la prima delle sei interruzioni programmate per questa settimana. Ma, anziché alle 23.30, i rubinetti sono rimasti a secco già dalle 22. 

"È impensabile - incalzano gli amministratori -togliere l’acqua senza avvisare tempestivamente anche sulla gravità della situazione, o facendolo con ritardo".

“Nei giorni scorsi - lamentano Ferrara e Zappalorto - si è andati ben oltre i tre giorni programmati e ben fuori dagli orari previsti durante gli accordi presi nell’ultimo incontro con il Comune che prevedevano due chiusure settimanali dalle 23.30 alle 6 del mattino seguente. Così non è stato, le chiusure previste fino al 9 agosto sono 6 dalle 23.30 e, oltre queste, la città ha avuto problemi di approvvigionamento in più di una zona e anche prima degli orari stabiliti. Non si può lasciare una città senz’acqua d’estate, in pandemia e in emergenza idrica. Siamo consci dell’esigenza di razionare il flusso, ma bisogna anche organizzarsi in maniera che i cittadini e le attività economiche non restino improvvisamente senza acqua e non si possano organizzare con le scorte necessarie sia alle esigenze alimentari, sia all’igiene personale e alle pulizie".

L'amministrazione teatina chiederà formalmente ad Aca "un impegno per rifornire di acqua potabile tutti i cittadini che si trovano in difficoltà, non solo quelli che hanno l’autoclave a casa, ma tutti, perché ognuno possa avere le scorte necessarie in questo momento di emergenza".

"All’incontro avuto due settimane fa - ricordano - avevamo chiesto alla spa di creare una sorta coordinamento per le emergenze: bisogna farlo, lo dobbiamo fare insieme, così come insieme ad Aca dobbiamo lavorare in vista del piano nazionale di ripresa e resilienza, perché ci sono tantissime risorse in arrivo proprio per fare fronte all’emergenza idrica che sarà sempre più spiccata a fronte dello stato della rete e della necessità di infrastrutture in grado di sostenere la situazione che abbiamo a Chieti. Si tratta non solo di un pubblico disservizio, ma anche di una situazione frustrante per noi, perché abbiamo le mani legate su questa emergenza di cui ci mancano persino le informazioni di base. E questo non può accadere a una pubblica amministrazione che deve dare risposte e servizi ai cittadini”.  

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