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L'Aca puntualizza sulle bollette "non pazze ma di conguaglio", ma il consigliere Riccardo accusa: "Antidemocratici"

Il capogruppo di Chieti Viva, tra i promotori della mozione per chiedere l'annullamento dei conti, rivendica il suo diritto di rappresentante dei cittadini in consiglio

L'Aca insorge contro le iniziative dei consiglieri comunali di minoranza per arginare le conseguenze delle cosiddette 'bollette pazze' dell'acqua che stanno arrivando nelle case dei tetaini.

"Non entriamo nel merito della necessità di una continua campagna elettorale perché a noi non interessa - si legge in una nota dell'azienda acquedottistica - Ci riguarda, però, quando come nel caso del Comune di Chieti, la pubblicazione di continue notizie fuorvianti ai cittadini: con una mozione alcuni consiglieri, peraltro assenti negli opportuni tavoli di confronto, promettono di imporre ad Aca di annullare le bollette trimestrali emesse, bollette che non sono pazze come le avevano definite, bensì di conguaglio".

Prosegue l'accusa dell'azienda: "Prima erano bollette pazze, poi, avendo capito che in realtà si trattava di conguagli secondo l'applicazione di tariffe approvate da Ersi, hanno provato a giocare sul Covid, invocando la non sostenibilità in tempo di emergenza sanitaria, sebbene, dovrebbero ben sapere, che la sostenibilità è già prevista nei piani di rientro che ciascun cittadino può attivare, e che la tariffa copre i costi di manutenzione delle infrastrutture, per una corretta erogazione del servizio. Le manutenzioni non fatte, infatti, non costano al momento, ma si sentono e si pagano molti anni dopo, e se ne accorgono i cittadini per primi. Le polemiche sul 'prima era meglio' sono troppo facili, in particolare se passa di mano la gestione del servizio idrico integrato". 

Ma il consigliere comunale di Chieti Viva Giampiero Riccardo - che insieme ai colleghi Maurizio Costa (Forza Chieti) e Bruno Di Iorio (Di Iorio sindaco) ha chiesto l'annullamento delle bollette - controaccusa l'Aca: "Una società partecipata anche dal Comune di Chieti, che interferisce nei lavori consiliari ed addirittura attacca dei consiglieri nell'esercizio delle proprie funzioni è una pericolosa malformazione democratica. Conoscendo l'integrità ed il valore politico dell'intero consiglio comunale teatino sono certo che tutta l'assise voterà secondo coscienza la nostra mozione, senza lasciarsi influenzare dalle mistificazioni di Aca".  

"È infatti assolutamente falso - aggiunge - che io, insieme ai miei colleghi Bruno Di Iorio e Maurizio Costa, siamo stati assenti nei tavoli di confronto. La verità è che non siamo mai stati coinvolti. Se fossimo stati presenti, avremmo potuto chiedere contezza ai vertici di Aca in merito alle richieste di pagamento per periodi già fatturati e pagati negli anni addietro, dei periodi di fatturazione contrattualizzati e non rispettati, nonché delle letture sempre 'stimate' e delle interruzioni di servizio per interi mesi e spesso senza preavviso. Qui non si tratta solo di bollette 'pazze', ma di un'intera gestione sconsiderata del servizio idrico. Sono stato eletto per fare gli interessi della mia città e dei miei concittadini, non certo quelli di Aca! Che la dirigenza di Aca ne prenda definitivamente atto", conclude Riccardo.

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