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Abruzzo zona arancione, Marsilio risponde alla diffida e difende la sua scelta: "Nessuna risposta alle nostre richieste"

Il presidente della Regione scrive ai ministri Boccia e Speranza, spiegando le ragioni che lo hanno portato a firmare l'ordinanza in anticipo di due giorni

Dopo la conferenza stampa in cui ha rivendicato la validità della sua ordinanza, il presidente della Regione Marco Marsilio ha preso carta e penna per rispondere alla diffida dei ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia arrivata nel primo pomeriggio di ieri. Per il Governo, infatti, il presidente non avrebbe potuto proclamare la zona arancione in anticipo di due giorni. 

Ma Marsilio non ci sta e, pur chiarendo di non voler arrivare allo scontro "e determinare uno strappo con il Governo nazionale", puntualizza che l'ordinanza firmata domenica sera "si muove nel solco di considerazioni di carattere giuridici e prevede, all'esito di un percorso virtuoso e di uno sforzo che l'intera Regione ha compiuto gradualmente nelle settimane passate, il completamento di tutti i suoi effetti mercoledì 9 dicembre, con la riapertura delle scuole, dopo esattamente 21 giorni di disciplina in zona rossa". 

Il presidente della Regione ripercorre poi l'andamento dei contagi nelle ultime settimane. Il monitoraggio effettuato dalla Cabina di regia relativo alla settimana 16-22 novembre, pubblicato il 27, ricorda, aveva "già registrato in Abruzzo un sensibile miglioramento della situazione rispetto al periodo immediatamente precedente". 

Dopodiché, il report del 4 dicembre, relativo al periodo tra il 23 e il 29 novembre, "ha certificato un ulteriore miglioramento dei parametri". A quel punto, la Regione ha chiesto di essere riallnieata alle altre vista la tendenza positiva. 

E Marsilio non risparmia una stoccata al Governo, spiegando di aver firmato l'ordinanza di due giorni fa per "la mancanza di qualsiasi riscontro alle richieste formulate da questa Regione volte ad investire della questione, con ogni possibile urgenza, la Cabina di regia", così da arrivare al passaggio alla zona arancione. In più, spiega di essere mosso dopo "l'emanazione dell'ordinanza ministeriale del 5 dicembre, che, addirittura, prevede per l'Abruzzo l'applicazione delle misure restrittive della zona rossa sino al 20 dicembre". 

Ancora, il presidente contesta la durata della classificazione in zona rossa, prevista per un minimo di 15 giorni che, dice, "non ha senso, se poi tecnicamente il ministero della Salute richiede per l'applicazione di questo meccansimo un lasso di tempo non inferiore a 21 giorni". 

Infine, spiega di aver pensato soprattutto alle conseguenze economiche che un'ulteriore permanenza in zona rossa, con le attività chiuse, avrebbe potuto comportare, in un periodo dell'anno cruciale. "Ho inteso così - scrive - contemperare l'esigenza di salvaguardare il bene primario della salute delle persone con quella di garantire la tenuta sociale ed economica del territorio". 

La nota si conclude con la "disponibilità a riesaminare sin da subito la mia determinazione, purché parimenti vi sia la disponibilità a riconsiderare i termini contenuti nell'ordinanza ministeriale del 5 dicembre". 

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