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L'Abruzzo torna in zona rossa, Marsilio: "Mi sento con la coscienza a posto"

Il governatore commenta la sentenza del Tar dell'Aquila che ha accolto la richiesta del Governo di sospendere l'ordinanza regionale che sanciva il passaggio da zona rossa ad arancione

"La pervicace azione del governo produce come risultato l’insensato e schizofrenico ritorno in zona rossa, per un giorno, di una regione che da due settimane mostra valori stabilmente arancioni, ormai persino tendenti al giallo. Dopo che il Tar ha negato per due giorni l’esistenza di un “pericolo” così grave da giustificare un provvedimento d’urgenza, era chiaro che oggi il Governo avrebbe potuto provocare solo il risultato di vedere una regione cambiare colore tre volte in tre giorni. Incuranti delle conseguenze pratiche nella vita delle persone, pur di poter esibire lo scalpo del reprobo Abruzzo". Così il presidente della regione Abruzzo, Marsilio, commenta la decisione del Tar di sospendere l'ordinanza regionale che aveva sancito il passaggio da un regime di zona rossa ad arancione, richiesta di sospensiva avanzata dal Governo. 

L'ordinanza del ministro della Salute Speranza dispone l'ingresso ufficiale in zona arancione dell'Abruzzo a partire da domenica

Marsilio dice di sentirsi con la coscienza a posto. "Ho tutelato la salute dei cittadini - aggiunge - adottando senza indugio le misure restrittive necessarie, e ho agito di conseguenza quando i dati mostrano un numero di guariti doppio o triplo dei nuovi contagiati da una settimana, tenendo conto della tenuta economica del territorio. A un atteggiamento pragmatico e aderente alla realtà dei fatti, il governo preferisce una rigida e tetragona applicazione burocratica delle norme. Rifiutandosi, come ha fatto sin dal 2 dicembre scorso, di applicare un potere di deroga che è previsto dalle norme stesse, senza dare nessuna spiegazione di questo rifiuto". 

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