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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Aumenta l'abbandono scolastico nelle regioni italiane, ma l'Abruzzo è in controtendenza

L'allarme della Cgia: "Descolarizzati 10 volte superiori ai cervelli in fuga"

I descolarizzati in Italia crescono rispetto ai cervelli in fuga: nel 2018 sono stati 62mila circa i cervelli in fuga che hanno lasciato l'Italia per trasferirsi all'estero e 598mila giovani in età compresa tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato precocemente l'attività scolastica, rischiando di finire ai margini della società.

Lo dicono i dati dell'Ufficio studi della Cgia: "Sebbene negli ultimi anni ci sia stata una contrazione del fenomeno, un elevato numero di giovani continua a lasciare prematuramente la scuola, anche dell'obbligo, concorrendo ad aumentare la disoccupazione giovanile, il rischio povertà ed esclusione sociale. Una persona che non ha un livello minimo di istruzione, infatti, è in genere destinata per tutta la vita ad un lavoro dequalificato, spesso precario e con un livello retributivo molto basso, rispetto a quello cui potrebbe aspirare, almeno potenzialmente, se possedesse un titolo di studio medio-alto".

A livello territoriale italiano sono le regioni del Sud a registrare i livelli più elevati di abbandono scolastico. Nel 2018 in Sardegna il 23 per cento dei giovani ha lasciato la scuola prima del conseguimento del titolo di studio (diploma professionale, diploma di maturità, etc.). Seguono la Sicilia con il 22,1 per cento e la Calabria con il 20,3 per cento. Preoccupa la situazione di quest'ultima regione che rispetto a quasi tutte le altre è in controtendenza rispetto al dato relativo al 2008: l'abbandono scolastico in questi ultimi 10 anni è aumentato dell'1,8 per cento.

L'Abruzzo è invece tra le regioni più virtuose con l'8,8%, accanto a Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (entrambe con il 8,9 per cento) e Umbria (8,4 per cento).

abbandono scolastico tabella CGIA-2.

Le cause che determinano l'abbandono scolastico sono principalmente culturali, sociali ed economiche: i ragazzi che provengono da ambienti socialmente svantaggiati e da famiglie con uno scarso livello di istruzione hanno maggiori probabilità di abbandonare la scuola prima di aver completato il percorso di studi. C'è anche un fattore di genere: ad abbandonare precocemente la scuola sono più i maschi che le femmine. Sebbene la fuga dai banchi di scuola sia in calo in tutta Europa, nel 2018 l'Italia si colloca al terzo posto tra i 19 paesi dell'Area dell'euro per abbandono scolastico tra i giovani in età compresa tra 18 e 24 anni. Se da noi la percentuale è stata del 14,5 per cento (pari a circa 598 mila giovani), solo Malta (17,4 per cento) e Spagna (17,9 per cento) presentano dei risultati peggiori ai nostri. La media Ue si attesta all'11 per cento. Tra il 2008 e il 2018 la contrazione del fenomeno in Italia è scesa del 5,1 per cento, pressoché in linea con la media Ue (-5,3 per cento).

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