Stefano Mammarella ospite del Kiwanis al Liceo “Nicola da Guardiagrele”

Il campione dell’AcquaeSapone Unigross all’incontro “Prendiamoci cura di noi”

L’attività sportiva e un corretto stile di vita come prevenzione dei tumori. Sono stati questi gli argomenti centrali dell’incontro “Prendiamoci cura di noi”, organizzato dal Kiwanis al Liceo artistico e coreutico “Nicola da Guardiagrele”. Il professor Michele De Tursi, dell’università d’Annunzio, e il campione di calcio a cinque Stefano Mammarella, portiere dell’AcquaeSapone Unigross e della Nazionale italiana, sono stati gli ospiti dell’evento che fa parte del Progetto Salute, una lunga serie d’incontri con le scuole cittadine promossa dalla presidentessa del Kiwanis la dottoressa Mariella De Santo.

“E’ fondamentale sapere quanto possa essere importante uno stile di vita sano per prevenire i tumori – ha detto De Tursi ai ragazzi delle classi quarte e quinte – . Il fumo delle sigarette, ad esempio, ha un’incidenza del trenta per cento sui mille casi di nuovi malati giornalieri registrato in Italia. Anche in età studentesca, non bisogna pensare che il problema non sia rilevante. Evitare di fumare, o di subire il fumo passivo, è molto importante. Anche il cibo ha un ruolo fondamentale: in Italia, come in Europa, ci si avvicina sempre più al modello degli Stati Uniti, decisamente il peggiore per abitudini alimentari. Frutta e verdura devono far parte della nostra alimentazione quotidiana, e anche l’acqua. Cibi ricchi di grassi e bevande alcoliche sono nemiche della salute. Ruolo chiave ce l’ha anche l’attività fisica: ognuno per le proprie possibilità dovrebbe fare sport”.

Stefano Mammarella, dopo aver mostrato un breve video con le sue parate e i suoi recenti trionfi con l’AcquaeSapone Unigross, ha raccontato la sua esperienza di sportivo professionista e incoraggiato i ragazzi alla pratica sportiva: “Nel mio percorso, l’alimentazione ha assunto un ruolo fondamentale proprio in un periodo difficile della mia carriera. Adesso, io e miei compagni siamo accompagnati da uno staff medico che si occupa anche della nostra dieta. L’allenamento, poi, fa il resto per aiutarci a sostenere gli impegni agonistici più difficili. Anche chi non è un professionista, deve prendersi cura del proprio corpo. Perché rovinarsi la vita da soli?”.

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