“Gus” Dorazio (in realtà D’Orazio), pugile di origini teatine che "ispirò la figura di Rocky Balboa”

Combatté, perdendo, per il Campionato Mondiale dei Pesi Massimi contro Joe Louis. I suoi genitori provenivano dalla provincia di Chieti

Riceviamo e pubblichiamo da Geremia Mancini, presidente onorario degli “Ambasciatori della fame”, la storia del pugile Dorazio.

“Gus” Justine Dorazio nacque a Philadelphia, il 4 luglio del 1917 da genitori abruzzesi. Il padre Cesare Vincolato era nato a Chieti (probabilmente intorno al 1882) la madre Maria D’Orazio in provincia di Chieti . Il padre giunse negli Stati Uniti nel 1906 e lavorò come carpentiere. Cesare e Maria, oltre a “Gus” ebbero altri 4 figli: Alfonso, Dolly, Cesare Jr. e Clara. “Gus” frequentò le scuole nel South Philadelphia. In quegli anni la sopravvivenza spesso era legata, in un modo o nell'altro, al dover combattere e di certo, l’adolescente “Gus”, dovette spesso difendersi dai teppisti del quartiere. Anche per questo si avvicinò,  giovanissimo, alla boxe. Nella palestra che frequentò, non se ne conosce il vero motivo, gli consigliarono di assumere come cognome quello materno. Così divenne “Gus” Dorazio (in realtà il vero cognome era D’Orazio). Alto 1 metro e 80,  forza erculea, pugno devastante e inaudita resistenza al dolore non impiegò molto a farsi strada come peso massimo. Da dilettante vinse, come peso massimo leggero,  il “Philadelphia Golden Gloves” e il “District Amateur Championships”.

Nel 1935, divenne professionista. Il suo primo incontro, vinto,  ebbe luogo alla “Waltz Dream Arena” di Atlantic City contro Young Foster. Ha poi battuto pugili del calibro di Frank Donofrio, Nick Fiorentino, Bob Pastor e Cowboy Frank Willis. Ha avuto come  manager:  Frank Palermo e Joe Martino e come allenatore Jimmy Wilson. Combatté 93 volte vincendo 71 volte ( 21 per ko) . Mancò la sua grande occasione il 17 febbraio del 1941. Quel giorno sfidò per il Campionato Mondiale dei Pesi Massimi il grande Joe Louis. Alla “Convention Hall” di Philadelphia c’erano 16.000 spettatori e molti dei quali erano abruzzesi. Purtroppo alla seconda ripresa Joe Louis lo mise inesorabilmente al tappeto. Dopo quel mach “Gus” continuò a combattere e vincere ma non ebbe mai più la grande occasione di battersi per il mondiale. Nel 1981, in una intervista rilasciata a “The Philadelphia Inquirer”, un malinconico Dorazio ricordava così quella possibilità che lo avrebbe reso grande: "Sogno ogni notte quel combattimento con Joe Louis".

“Gus” chiuse la sua carriera pugilistica nel 1946. Nel gennaio del 1949 “Gus” fu accusato di omicidio per aver pestato mortalmente Albert Blomeyer .  Sia Blomeyer che Dorazio lavoravano presso il birrificio “C. Schmidt & Sons, Inc.”. “Gus” affermò che Blomeyer lo avesse "raggirato", preso in giro ed insultato chiamandolo “pugile ubriaco”.  “Gus” Dorazio morì il 19 settembre del 1987  a Ridley Park. “Gus” viene spesso citato come il vero ispiratore del personaggio di Rocky Balboa.  L'italianità di Balboa fu un ovvio riferimento a Marciano ma molti altri riscontrarono una più marcato riferimento a “Gus” Dorazio le cui vicende erano assai simili al personaggio interpretato da Stallone. Di questo era  convinto, tra gli altri, anche il giornalista e scrittore Carlos Acevedo (fondatore di “The Cruelest Sport”, membro della “Boxing Writers Association of America” e “International Boxing Research Organization”).

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