Ultras d’Europa contro la ripresa: anche la Curva Volpi chiede lo stop al calcio

Oltre 300 gruppi firmano un documento per chiedere lo stop. Tra questi i collettivi delle squadre di maggiore blasone ma anche di piazze provinciali

Dalle tifoserie arriva un ennesimo "no" alla ripresa dei campionati. Da tutta Europa oltre 300 gruppi hanno firmato un documento per chiedere lo stop.

Tra questi c'è anche la Curva Volpi di Chieti. Tutti insieme hanno prodotto un documento dal titolo "Stop football, no football without fans" e hanno sottolineato che la salute pubblica deve essere il primo obiettivo per tutti e che il calcio senza tifosi non è calcio. 

Questo il messaggio degli Ultras d’Europa: 

ll messaggio è semplice e conciso, non si deve ripartire. Sono i tifosi l’anima pulsante e senza di loro non c’è calcio: “L’Europa è nella morsa del Coronavirus – l’esordio del manifesto – I governi hanno dichiarato il lockdown totale tutelando cosi la cosa più preziosa che abbiamo: la salute pubblica, primo obiettivo per tutti. Per questo riteniamo più che ragionevole pensare ad uno stop assoluto del calcio europeo. Chi gestisce quest’ultimo, invece, ha fin da subito espresso un solo ed unico obiettivo: ripartire. Siamo fermamente convinti che a scendere in campo sarebbero solo ed esclusivamente gli interessi economici e questo viene confermato dal fatto che il campionato dovrebbe ripartire a porte chiuse, senza il cuore pulsante di questo “sport popolare”: i tifosi. Ci è più che lecito pensare che, ancora una volta, la supremazia del denaro vada a calpestare così valore della vita umana. Pertanto, chiediamo fermamente agli organi competenti di mantenere il fermo delle competizioni calcistiche finché affollare gli stadi non tornerà ad essere un’abitudine priva di rischi per la salute collettiva. 

Se il sistema calcio si trova in una situazione di tanta difficoltà, la colpa va attribuita alla mal gestione degli ultimi decenni. Mal gestione che abbiamo sempre messo in evidenza con il solo ed unico fine di tutelare e salvaguardare lo sport più bello del mondo. Oggi il calcio è considerato più come “un’industria” che come uno sport; dove le pay tv tengono sotto scacco le società, alimentandole con i propri diritti televisivi, permettendo cosi alle società stesse di poter pagare stipendi spropositati al calciatori e alimentando a loro volta la sete di denaro di procuratori squali, il cui unico obiettivo è quello di gonfiarsi il portafoglio.

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Un sistema basato solo ed esclusivamente su business ed interessi personali che se non verrà ridimensionato quanto prima porterà ad un solo ed unico fine: la morte del calcio stesso. Teniamo a sottolineare che se gli Ultras avessero una minima intenzione di lucrare su quella che è la propria passione, come abbiamo potuto leggere dai media in questi giorni, spingeremmo per una ripartenza dei campionati anziché lottare affinché questo non avvenga, andando contro tutto il sistema calcio ed a chi lavora per esso, scrivendo assurdità di ogni tipo. Tutto questo deve cambiare. Siamo pronti a confrontarci con chi di dovere per riportare il calcio al suoi albori, per tornare a vivere la nostra più grande passione in prima persona, per far in modo che questo torni ad essere uno sport popolare”.

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