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Monsignor Capovilla: il ricordo

Forse ai teatini è passata inosservata la notizia che pochi giorni fa ci ha lasciato, a 100 anni di età, una delle personalità più importanti del mondo cattolico del 1900. Ex arcivescovo della nostra città di Chieti e Testimone ultimo, il più noto e vicino, anche fisicamente, alla magnifica rivoluzione Giovannea: il Concilio Vaticano Il. Don Loris Capovilla è morto a Sotto il Monte, un piccolo paese in provincia di Bergamo, che aveva dato i natali a Papa Roncalli, che in ogni angolo rispecchia la storia del Papa Buono e che nel suo cimitero custodisce le spoglie di un altro gigante della cristianità: Davide Turoldo, un profeta che ci ha aiutato a non sbagliarci su Dio. Per più di dieci anni don Loris Capovilla è stato il segretario particolare del Cardinale Roncalli, ruolo che conserverà anche quando Angelo Roncalli diverrà Papa Giovanni XXIII. Per questo motivo - per quasi mezzo secolo - dopo la morte del Papa, verrà "messo da parte" dalle gerarchie cattoliche. Potete trovare sulla sua biografia, la sua storia durante la seconda Guerra Mondiale e il racconto dei soldati italiani che salvò dai campi di concentramento. Nel 1949 il patriarca Carlo Agostini lo nomina direttore del settimanale diocesano «La voce di San Marco» fu redattore della pagina veneziana de «L'avvenire d'Italia»: don Loris dal 1950 è iscritto all'albo dei giornalisti, poi è il conduttore di Radio Venezia fino al 1953. È stato amato, per il suo coraggio e la sua dedizione al ricordo del Papa Buono, lo abbiamo stimato come servitore fedele della Chiesa e come italiano eccellente. È stato premiato (come Giobbe per la sua pazienza) e per la incrollabile certezza nella saggezza della Chiesa Cattolica; infatti, alla fine della sua lunga, lunghissima vita e solo alla fine, Papa Francesco lo crea Cardinale, in riconoscimento della sua fedeltà all'uomo (Roncalli) che cambiò il volto della Chiesa e che - finalmente, grazie al suo "soffio riformatore" - compì la decisiva distinzione fra "errore e errante". Si ricorda una sua intervista dove esprimeva la sua commozione ma anche la sua felicità per aver ricevuto la berretta cardinalizia. Nato il 14 ottobre 1915 a Pontelongo (Padova), Capovilla ha attraversato quasi tutto l'ultimo secolo ed è stato testimone di un pontificato di cui ancora oggi si parla. Dopo il pontificato giovanneo mons. Capovilla ha continuato il suo incarico con Paolo VI, poi dal 1967 al 1971 è stato nominato arcivescovo di Chieti e Vasto, quindi al Santuario di Loreto, prima di ritirarsi. Per un certo periodo ha posto la sua residenza ad Arre di Padova, accanto ai suoi familiari, ma il richiamo verso Sotto il Monte era troppo forte. Qui le sue giornate erano scandite dalla sveglia all'alba, dalla Messa con le Suore delle Poverelle custodi di Ca' Maitino, dal lavoro alla scrivania con una vecchia Olivetti, tra carte, dossier, corrispondenze, preghiera e lavoro, intervallati da incontri con amici e conoscenti, telefonate, lettere. Lo scorso anno aveva festeggiato i 75 anni di sacerdozio e stava lavorando ad un documento in preparazione dei 50 anni del Concilio Vaticano Il. Addio don Loris Capovilla: "la porta è da tempo segnata dal sangue, pronte le erbe amare e il pane azzimo, allora andremo leggeri nel vento". Ora immaginiamo don Loris che prende sottobraccio Angelo Roncalli e passeggia con lui per i prati celesti, come facevano un tempo nei giardini vaticani.

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Commenti (1)

  • givedì dovrebbe esserci in cattedrale una messa in suo onore, qualcosina si è mosso. Almeno questo meraviglioso personaggio della nostra città verrà ricordato degnamente. Dovrebbe essere Forte il celebrante.

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