Asili nido, dalla Regione fondi in diversi comuni

2,7 milioni per gli asili nido abruzzesi per ampliare l'offerta e creare nuove strutture. Ecco dove a Chieti e provincia

Nuove risorse per gli asili nido della Regione Abruzzo. Su indicazione dell’assessore al Lavoro, Piero Fioretti, è stato pubblicato l’Avviso pubblico per adesione su “Ampliamento ed estensione servizi cura per l’infanzia” riferito all’anno 2019: ci sono oltre 2,7 milioni di euro a disposizione dei comuni della regione per ampliare l’offerta ai più piccoli e creare nuove strutture ricettive.

“L’obiettivo generale – spiega l’assessore Piero Fioretti – è di rafforzare i servizi di cura per la prima infanzia in prospettiva di un incremento della presa in carico dei più piccoli, in coerenza con quanto stabilito dal Piano sociale regionale. Con questo avviso ogni ambito distrettuale avrà la possibilità di programmare interventi in base alle attuali esigenze e alla domanda proveniente dal territorio, anche in ragione dello smaltimento delle liste di attesa. Su questo punto, l’avviso è chiamato a svolgere una funzione importante per i comuni abruzzesi che in questi anni hanno dovuto far fronte tra mille difficoltà ad un incremento della domanda che ha generato liste di attesa. Il nostro intento è eliminare o ridurre queste liste di attesa in modo da generare un circuito virtuoso di servizi rivolti alle famiglie dei piccoli”.

I soggetti attuatori sono gli Ambiti distrettuali sociali della Regione Abruzzo attraverso i Comuni ricadenti nell’Ambito di riferimento, mentre destinatari finali sono i minori di età compresa fra 0 e 36 mesi ed i relativi nuclei familiari di appartenenza.

A Chieti e provincia l'avviso riguarda, oltre al comune capoluogo, Vasto, Francavilla, Ortona, Lanciano, Guardiagrele, Monteodorisio e i comuni dell’Unione montana del Sangro.

Nello specifico, l’avviso si rivolge “a strutture comunali non pienamente utilizzate, all’avvio di 5 nuovi asili nido, alla riduzione delle lista di attesa per almeno 600 bambini, all’estensione di servizi in almeno l’80% delle strutture esistenti. C’è poi l’aspetto – prosegue Fioretti – legato ad aree prive o con pieno utilizzo di strutture comunali o private accreditate fino all’ampliamento dell’offerta dei servizi educativi per la prima infanzia. Le azioni specifiche che si possono attivare con l’avviso sono: avvio di nuovi servizi; ampliamento dei servizi già esistenti o sottoutilizzati; estensione dei servizi mediante apertura pomeridiana e sostengo dei costi di gestione dei servizi nei nidi privati accreditati”. 

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