Demos: parte da Chieti il progetto per la prevenzione dei fattori di rischio cardiovascolare

Un protocollo, approvato dai comitati etici dell'università "d'Annunzio" e dell'ospedale SS Annunziata, che coinvolgerà, su base volontaria e gratuita, 80 persone, tra i 40 e i 60 anni

Il centro universitario di medicina dello sport a Chieti Scalo

Demos (diet, Excercise ad motivation study) è il progetto che vede protagonisti l’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescare e l’ospedale SS Annunziata di Chieti. Si tratta, in sintesi, di una strategia di promozione della salute per la prevenzione cardiovascolare (la cui efficacia può essere valutata con criteri oggettivi). 

Il progetto partirà domani e prevede un protocollo, approvato dai comitati etici di università ed ospedale, che coinvolgerà, su base volontaria e gratuita, 80 persone, tra i 40 e i 60 anni, con fattori di rischio cardiovascolare, selezionati sulla base di precise caratteristiche, dall’eccesso di peso al diabete tipo 2 non in trattamento con insulina fino all’ipertensione arteriosa e al colesterolo. 

Sono tutti utenti degli ambulatori di cardiologia e diabetologia dell’ospedale di Chieti e del centro di medicina dello sport dell’università. 

Nei primi tre mesi le persone coinvolte saranno divise in due gruppi. Il primo sarà trattato convenzionalmente, senza una supervisione specifica, ricevendo informazioni e indicazioni, e con accesso libero alla palestra Aska di Chieti. L’altro gruppo sarà sottoposto a trattamenti intensivi sotto ogni profilo, comparando poi gli esiti dei due gruppi. Infine, il gruppo già sottoposto al controllo più drastico sarà ulteriormente suddiviso a metà, lasciando 20 soggetti liberi di gestirsi autonomamente mentre gli altri verranno seguiti attraverso un supporto motivazionale remoto, con messaggistica istantanea, per promuovere l’automonitoraggio di corrette abitudini alimentari e di esercizio fisico quotidiano. 

Lo studio si svolge in collaborazione con i medici di medicina generale, l’arma dei carabinieri, i servizi di diabetologia e di radiologia dell’ospedale di Chieti, la sezione di psicologia sociale dell’università “d’Annunzio”, il centro universitario di medicina dello sport, il centro Aska salute di Chieti e il laboratorio di analisi alto sangro di Villa Santa Maria. 

“Abbiamo grandi aspettative verso questo progetto - spiega il prof. Raffaele De Caterina, direttore della cattedra di cardiologia dell’università - perché è noto che non basta educare i pazienti sull’importanza dei fattori di rischio e sulla necessità di adottare misure correttive. La vera sfida non è seguire per un periodo una dieta equilibrata o fare un po’ di attività fisica, ma adottare questi comportamenti e farne uno stile di vita permanente. Questo è il solo modo per ottenere risultati importanti e ridurre realmente il rischio cardiovascolare. Occorrono forte determinazione e tanta motivazione. Il nostro progetto fa leva proprio sulla possibilità di incentivare e far mantenere nel tempo tali aspetti mentali”.

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