Chiusura punto nascita Ortona, scontro Febbo (Fi) e Rapino (Pd)

Botta e risposta fra il consigliere regionale di opposizione e il vice segretario del Pd abruzzese su sanità e punti nascita. Febbo rivendica il ruolo centrale del Bernabeo, Rapino difende le riforme portate avanti dalla giunta D'Alfonso

Marco Rapino

Botta e risposta sui punti nascita fra il presidente della Commissione di vigilanza del consiglio regioanle Mauro Febbo e il vice segretario regionale Pd Marco Rapino. Il comitato tecnico regionale, infatti, ha stabilito la chiusura dei punti nascita di Ortona, Penne, Atri e Sulmona.

Ma da tempo Febbo difende quello del Bernabeo, sostenendo che ha tutti i requisiti per restare aperto e che la chiusura intaserebbe l’ospedale più vicino, quello di Chieti. “Non si è concretizzata nessuna alternativa – aveva denunciato - nessun intervento per sopperire alle eventuali lacune, non una motivazione tecnica/scientifica, se non un mero calcolo ragionieristico, peraltro falsato da dati e notizie contraddittorie. Inoltre si vanifica l’impegno della giunta regionale di centrodestra, che puntava a difendere, rafforzare e sostenere un fiore all’occhiello per l’Abruzzo, una struttura sanitaria dedicata interamente alla donna”. E in difesa dell’ospedale di Ortona, Febbo aveva invocato l’intervento del sindaco Vincenzo D’Ottavio, del senatore Tommaso Coletti, dei rappresentanti del centrosinistra, dei sindacati e dei medici, preannunciando un futuro a tinte fosche anche per gli ospedali di Vasto e Lanciano.

Ma il vicesegretario del Partito Democratico abruzzese, Marco Rapino, difende la giunta D’Alfonso e accusa a sua volta il centrodestra per la “stagione più lunga e rovinosa per la sanità abruzzese. Lo schieramento di Febbo cambiò 5 assessori in 5 anni, provocando ritardi, incertezze e una voragine economica. Le radici de male affondano in quella gestione – punta il dito – e Febbo, per il ruolo che riveste e per rispetto degli abruzzesi, dovrebbe essere più coerente e attento a quello che dice, per non cadere in un formidabile autogol”.

"Febbo – prosegue - è un politico troppo navigato per non sapere come stanno veramente le cose. Le riforme, in particolare nella Sanità, possono essere dolorose ma non è corretto strumentalizzare le inquietudini dei cittadini. Il Pd è impegnato in una stagione di incisive riforme – aggiunge Rapino - il governo regionale da pochi mesi in carica sta affrontando con sensibilità e risolutezza i molti nodi della Sanità, della sviluppo e dell'occupazione, puntando a creare un circolo virtuoso per la nostra Regione. Sui Punti Nascita, ad esempio, è in atto un approfondito dibattito, che va rispettato, ma non strumentalizzato. La sicurezza della donna e del bambino devono essere l’unico obiettivo di qualunque intervento di riforma dei punti nascita. Esistono standard scientifici molto precisi, sottolineano dal Ministero della Sanità, che garantiscono il diritto alla sicurezza delle partorienti e dei loro bambini, e molti punti nascita abruzzesi non li raggiungono. Questo il vero problema: è assurdo che un tema così delicato e complesso venga affrontato, ancora una volta, con  un'intransigente difesa dell’esistente senza guardare con più attenzione agli interessi veri della salute”.

A difesa delle sue tesi, Rapino snocciola i dati delle regioni virtuose in campo sanitario: “Lì il 70 per cento dei parti avviene in punti nascita da oltre 1.000 parti l’anno, livelli che in Abruzzo raggiungono invece pochi ospedali”. Poi difende l’assessore alla Sanità Paolucci, segretario del Pd abruzzese, che “sta affrontando questo tema con  sensibilità e coraggio, innovazione e concretezza. Il compito di questa generazione di governo regionale è quello di consegnare agli abruzzesi una sanità migliore, più moderna, libera dai campanilismi e proiettata verso criteri di equità, efficienza, sostenibilità economica nel medio e lungo periodo. La strada è dura ma possiamo percorrerla con serenità solo se tutti si assumono la propria responsabilità, nessuno escluso, nemmeno Mauro Febbo".

Ma Febbo non esita a replicare, accusando a sua volta il vicesegretario Pd di “autentico autogol”. E ricorda “la disastrosa situazione che i suoi compagni ci hanno fatto trovare al momento del nostro insediamento, che ha portato al commissariamento”, oltre al fatto che solo quest’anno si è ottenuta la certificazione del pareggio per il Bilancio della Sanità, “un lavoro positivo” per stessa ammissione di Paolucci. Inoltre il consigliere di opposizione cita la posizione di Sandro Mariani, capogruppo Pd in Regione, contrario alle chiusure dei punti nascita.

“Nel 2012 – puntualizza - il Punto nascita di Ortona ha registrato 513 parti, 525 nel 2011, 524 nel 2012 e solo nel 2013 ne ha raggiunti 492; alla fine di settembre 2014 aveva già toccato quota 409”.

 “Quella di Ortona – aggiunge - è una struttura che rispetta tutti gli standard di qualità previsti dall’Accordo Stato – Regioni; al “Bernabeo” si è voluto istituire l’ospedale della Donna che va verso la certificazione Eusoma (un riconoscimento molto prestigioso conseguito da sole 5 strutture in Italia e 10 in Europa) e inoltre il documento pubblicato dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) nei primi mesi del 2014, esclude proprio Ortona tra i Punti nascita da chiudere”. 

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