Palazzi in pericolo a Santa Maria, Giustizia Sociale: "Ecco la soluzione per le famiglie"

Michele Di Paolo della lista civica cittadina organizza un incontro per illustrare i nuovi scenari

Dopo l'intervento del sindaco Di Primio che chiedeva di non alimentare allarmismi sulla possibilità di frane nel quartiere Santa Maria e la successiva manifestazione dei cittadini preoccupati (e arrabbiati) "per il mancato sostegno da parte delle istituzioni", ora a parlare è Michele Di Paolo, rappresentante della lista civica cittadina Giustizia Sociale.

Sulla questione in generale Di Paolo fa sapere che:

I falsi allarmismi, confezionati ad arte attraverso informazioni sporadiche e non veritiere, stanno producendo il solo effetto di creare ancor più confusione e preoccupazione agli abitanti della zona a rischio frana denominata “Colle Arenazze”.

Più che creare “terrorismo psicologico” alle numerose famiglie della zona comprensibilmente in ansia per l’incertezza del proprio futuro abitativo,  finalizzato palesemente al ritorno elettorale di qualcuno o di qualche partito, sarebbe il caso che si cominciasse seriamente a lavorare per trovare soluzioni fattibili da proporre all’amministrazione comunale e alla Regione .

Sul condominio Trinchese secondo Michele Di Paolo

Il punto di partenza, che rappresenta l’unica informazione  certa, è che condominio Trinchese non può essere abbattuto fino a che non si raggiunge il 50% dell’importo richiesto circa 200mila euro e che al condominio Panoramico alcuni condomini hanno già dovuto lasciare le loro abitazioni per effettuare dei lavori di consolidamento strutturali importanti.

Una situazione preoccupante che non può e non deve essere lasciata all’improvvisazione e, soprattutto, a strumentazioni politiche ma, al contrario, da prendere di petto  e con assoluta urgenza.

Ecco perché ho ritenuto di attivarmi personalmente dando mandato a professionisti del settore per trovare gli strumenti normativi per dare un supporto economico e di sicurezza  alle famiglie interessate.

Dalle relazioni acquisite è emerso che praticamente tutti hanno trovato nel “Sisma Bonus 2019”   il filo conduttore dell’aiuto  economico per le famiglie,  uno strumento che consente di usufruire degli incentivi fiscali per la messa in sicurezza degli edifici esistenti, con entità variabile dal 50% al 85%. L’agevolazione fiscale può essere usufruita per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo (non soltanto, come in precedenza, su quelli adibiti ad abitazione principale) e su quelli utilizzati per attività produttive (ove si svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali).
Le opere devono essere realizzate su edifici che si trovano nelle zone sismiche di categoria 1, 2 e 3, di cui all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del 20 marzo 2003.

In poche parole ci sarebbe la possibilità di intervenire definitivamente su ogni singolo edificio, mettendolo non solo a norma sismica ma oltretutto con un solo contributo di c.a. il 15 % a carico dei condomini, perché il restante 85% verrebbe riconosciuto sotto forma di detrazione fiscale in 5 o 10 anni.

A questo punto il rappresentante della lista civica delinea i prossimi passi da compiere:

Considerato che, purtroppo, non tutti i cittadini avranno la possibilità di riuscire ad effettuare una detrazione così consistente, ho interpellato alcuni leader del settore delle costruzioni, che grazie ad alcune loro collaborazioni con delle E.S.C.o. ( Energy Service Company), mi hanno assicurato un percorso che permetterebbe ad ogni singolo condomino di “rivendere” il proprio credito a queste Società di servizi, togliendo dunque ogni cittadino da qualsiasi incombenza finanziaria.

Altro grosso vantaggio lo si potrebbe ottenere se questi lavori di consolidamento ed adeguamento sismico si facessero di comune accordo tra tutti i condomini interessati perché sulla totale messa in sicurezza degli stabili si riuscirebbe ad accedere anche ad un fondo erogato dalla BEI ( Banca Europea degli Investimenti) che permetterebbe anche di intervenire sul dissesto idrogeologico che sta interessando tutto il versante.

Nelle prossime settimane sarà mia premura organizzare un tavolo tecnico invitando tutti gli amministratori di condominio interessati, i tecnici i geologi che stanno operando in tal senso e naturalmente l’amministratore di questa impresa che deluciderà in maniera minuziosa tutte le reali possibilità in essere.

Inviterò anche un responsabile dell’amministrazione comunale e regionale perché in questi casi non ci sono colori o partiti che tengano ma bisogna solo salvaguardare ogni singolo cittadino che a tutt’oggi è preoccupato per le sorti della propria abitazione.   

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