Noi per la Famiglia Abruzzo lunedì in piazza con la Meloni: “Vogliamo nuove elezioni”

L’associazione alla manifestazione indetta da fratelli d'Italia per ribadire il no al Conte-bis e il ritorno alle urne

L'associazione Noi per la Famiglia della regione Abruzzo annuncia l'adesione a livello regionale e nazionale alla manifestazione indetta da Giorgia Meloni, domani in piazza a Montecitorio alle 10,30, per ribadire la sfiducia al Conte-bis e per richiedere al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella il ritorno alle urne.

La nostra associazione è sempre in prima linea nella difesa di quei valori non negoziabili delineati molto bene da Papa Benedetto XVI a  Citta’ del Vaticano, giovedì, 30 marzo 2006 durante  il discorso pronunciato nell’Aula della Benedizione del Palazzo Apostolico Vaticano,  agli onorevoli parlamentari partecipanti al convegno promosso dal Partito Popolare Europeo. "Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, l’interesse principale dei suoi interventi nella vita pubblica si centra sulla protezione e sulla promozione della dignità della persona e per questo presta particolare attenzione ai principi che non sono negoziabili".

Per questo, prosegue la presidente di Noi per la famiglia Abruzzo, Carolina Profeta.

Oggi emergono chiaramente i seguenti principi: protezione della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del suo concepimento fino alla morte naturale;riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, e la sua difesa di fronte ai tentativi di far sì che sia giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che in realtà la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo ruolo sociale insostituibile; la protezione del diritto dei genitori ad educare i loro figli.

Questi principi non sono verità di fede, anche se sono illuminati e confermati dalla fede; sono insiti nella natura umana, e pertanto sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nella loro promozione non è quindi di carattere professionale, ma si dirige a tutte le persone, indipendentemente dalla loro affiliazione religiosa.

Questa azione è anzi ancor più necessaria nella misura in cui questi principi sono negati o fraintesi, perché in questo modo si compie un’offesa alla verità della persona umana, una grave ferita provocata alla giustizia stessa."

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