Guerra aperta in maggioranza: ora Forza Italia attacca sindaco e Di Biase

Dopo il forte intervento di Di Primio in aula tre giorni fa, il gruppo consiliare in una lettera aperta replica duramente e senza mezzi termini

Era chiaro che la pace nella maggioranza al Comune di Chieti fosse durata appena qualche ora, tra l'accordo trovato sul rimpasto di giunta fino all'attacco del sindaco Umberto Di Primio ai "ribelli" di Forza Italia in consiglio comunale. Ed era anche prevedibile che, viste le parole durissime del primo cittadino nei confronti dei dissidenti, questi non l'avrebbero presa bene. La reazione a caldo era stata anticipata dal capogruppo Marco D'Ingiullo, che aveva ammesso: "Se avesse fatto l'intervento prima del voto, ora sarebbe a casa". 

Tre giorni dopo il consiglio che ha dato il via a una nuova guerra e segnato forse irrimediabilmente le alleanze per il prossimo appuntamento elettorale, il gruppo consiliare di Forza Italia ha scritto una lettera aperta al sindaco, segno che il guanto di sfida è stato raccolto e i prossimi mesi si preannunciano, se possibile, ancora più caldi di quelli appena passati. 

Ecco la lettera integrale: 

Abbiamo attentamente riascoltato, riavvolgendo per ben due volte il nastro, le dichiarazioni del Sindaco Di Primio, a valle della votazione del bilancio nell’ultimo consiglio comunale.

Seppur con proverbiale enfasi dialettica, che ad onore del vero ha sempre contraddistinto il primo cittadino, non possiamo esimerci dal prendere atto che con questa dichiarazione Umberto hai scritto tu una brutta pagina di questi dieci anni di governo.

Così che, invece di proferire parole distensive ed equilibrate dopo l’ennesimo voto su un documento essenziale per la vita del Comune ma anche per il futuro della maggioranza, abbiamo nostro malgrado preso atto che è stata al contrario troppo forte per Te la tentazione di esternare con rancore una serie di incongruità macroscopiche che da un punto di vista squisitamente politico rimarranno negli annali come vere “castronerie” addirittura superiori a quelle sul commissariamento: se c'è il commissario per la mia candidatura alle camere allora nessun problema, se invece arriva il commissariamento come riflesso della crisi, sono tutti contro la città... come se si potesse usare il proprio ruolo di sindaco ad uso e consumo delle proprie velleità. 

Carissimo sindaco, visto che parli sempre di correttezza, allora dovevi avere il coraggio, invece di riaprire una ferita che si stava rimarginando, di fare quelle dichiarazioni prima e non dopo aver incassato il voto che ti ha permesso col rimpasto di salvare le poltrone a qualcuno, compresa la tua.

Nel merito, visto che lo sport del secolo di chi fa politica, e basta vedere cosa fanno in queste ore Renzi, Zingaretti e Grillo, è dire tutto ed il contrario di tutto dimenticandosi cosa si è mangiato a colazione, allora tocca a noi rimembrare a tutti di cosa si parla con poche semplici considerazioni: 

se per te caro Sindaco il nostro problema erano le poltrone (tiritera alla quale ormai non credono piu nemmeno i piccioni di San Giustino) perché hai scambiato le deleghe per salvare  la legislatura, e per essere piu diretti… con questo gesto quali sono le poltrone che hai realmente salvato: le nostre o quelle dell’assessore al non commercio tale Di Biase?

Se nel tuo discorso/tiritera hai affermato che nella ricomposizione delle posizioni ritenevi inamovibili due assessori e che questi erano fuori dal ragionamento politico per “l’ottimo lavoro svolto” allora spiegaci: ciò significa che la Di Biase era amovibile per il lavoro non svolto?

Carissimo Umberto Di Primo, occorre ricordarti che la crisi è sorta prima di tutto per un fattore gravissimo, che attiene alla mancanza di rispetto che l’ex assessore al non commercio ha avuto per la comunità politica che le ha permesso di sedersi nella poltrona che tu le hai salvato l’altro giorno, che è l’unica vera poltrona salvata in questa vicenda.

Con certe affermazioni ed atteggiamenti dell’assessore al non commercio si erano a suo tempo offesi direttamente i consiglieri del proprio ex partito ed indirettamente gli elettori che con i loro voti  hanno permesso di prendere il ruolo, cioè gli elettori del partito che porta per denominazione davanti alla parola Italia la parola Forza, non la parola Fratelli. 

Del resto la foto che ritrae l’ex assessore al non commercio con Raimondi pubblicato sui social con le lingue in bella mostra dopo l’approvazione del bilancio di previsione non è altro che la cartina al tornasole del livello politico di cui parliamo, ma anche, e stendiamo un velo pietoso, del rispetto politico. Un esponente comunale con ruoli di rilievo in giunta che si comporta così infantilmente non sarebbe nemmeno degno di avvicinarsi a Palazzo di Città.

Allora pensiamo che sia arrivato il momento di far sapere ai cittadini teatini, visto che ti sei ben guardato dal dirlo, che la scelta dello scambio delle deleghe in realtà è una conseguenza della proposta partita dal gruppo di Forza Italia, una proposta dapprima derisa dagli alleati ma di fatto rimessa sul tavolo dai nuovi protettori della Di Biase visto che per salvarle la poltrona, dopo il rito di affiliazione, non vi era altra scelta. Una scelta forzata, visto che si dimentica che le nostre richieste erano: dimezzamento di giunta e obiettivi minimi fino al 2020 che con ennesimo gesto di responsabilità abbiamo ridimensionato.

Prendiamo atto per finire che accettando di perdere la poltroncina l’assessore al non commercio ha accettato di diventare una burattina in mano ai burattinai citati nel famoso documento collettivo della Giunta. E questo la dice lunga su chi è attaccato alle poltrone. Non le sarebbe convenuto dare le dimissioni? Oppure sono proprio coloro che accusano ad essere attaccati col mastice alle poltrone? 

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