1.500 posti di lavoro a rischio perché la Regione ritarda nel prendere in carico le funzioni in materia energetica

I termini fissati dalla legge sono scaduti da quasi un anno, ma al momento le competenze restano in capo alla Provincia

La Regione è in ritardo nel transito delle funzioni in materia energetica, precedentemente di competenza provinciale. Così, oggi, sono a rischio in tutto oltre 1.500 posti di lavoro, tra i 35 del personale di Ops e Alesa e quello delle 500 aziende che si occupano della manutenzione. La denuncia arriva dal presidente della commissione di vigilanza Mauro Febbo, che sollecita la Regione a intervenire presto con il trasferimento delle funzioni, comprese le attività di controllo degli impianti termici. 

Secondo quanto stabilito dalla legge regionale 32 del 20 ottobre 2015, l'ente avrebbe dovuto subentrare nelle quote di partecipazione, come stabilito anche dall'accordo approvato dalla giunta regonale con il decreto 144 del 2016. E Febbo mette in allarme, perché potrebbe crearsi "un danno di natura erariale, patrimoniale e soprattutto occupazionale". Lo ha scritto nero su bianco in un'interpellanza presentata oggi. 

"E' indispensabile - dice - che la Regione subentri nella gestione delle due partecipate della Provincia di Chieti poiché è inottemperante sia nei tempi sia nelle modalità di procedura". La Regione, nonostante quanto previsto dalla legge, non ha sottoscritto la stipula di accordi specifici che disciplinano l'effettiva decorrenza del trasferimento, le modalità operative, l’entità dei beni, risorse umane, finanziarie e organizzative con la Provincia.

Eppure, la funzione energetica è diventata di esclusiva competenza regionale a partire dal 1° aprile 2016. "I mesi necessari per il passaggio delle competenze - aggiunge Febbo - sono ampiamente scaduti il 30.06.2016 e pertanto oggi la Regione, dopo quasi un anno, ancora non avvia formalmente nessun iter di subentro poiché in enorme ritardo. Inoltre le due partecipate hanno un piano industriale approvato e finanziato con propri bilanci e lavorano in base ad proprio catasto territoriale degli impianti termici civili e pubblici in collaborazione con gli enti locali. Pertanto invito la Regione a non determinare un altro problema creando una situazione di incertezza mettendo a rischio i bilanci delle società partecipate con possibili ripercussioni di danno erariale. Si può avere un riflesso negativo anche sull’occupazione mettendo a rischio sia i 35 posti di lavoro del personale addetto dell’Ops e Alesa sia del personale collegato alla manutenzione che vede all’opera ben 500 aziende con oltre 1.500 addetti. Quindi – conclude Febbo – chiederò nella mia risoluzione di capire le motivazioni di questa grave inadempienza verso obblighi normativi da parte della Regione visto che, in questo modo, si mette in repentaglio l’importantissima attività di verifica e controllo che da anni queste due società svolgono sugli impianti della Provincia di Chieti garantendo sia la sicurezza dei cittadini sia la riduzione dall'inquinamento ambientale”.