Chiusura guardie mediche, esposto di Febbo al ministero

Il consigliere regionale contesta la decisione della regione di salvare le postazioni della provincia teramana, penalizzando invece le aree interne di vastese e Sangro, per cui presenterà anche una risoluzione urgente

La conferma è arrivata una settimana fa, con la sentenza del Tar Abruzzo che ha respinto il ricorso di alcuni sindaci della provincia di Chieti contro la chiusura delle guardie mediche di Celenza sul Trigno, Palena, Cupello, Quadri, San Vito Chietino e Scerni.

La Regione Abruzzo ha motivato questa scelta come necessaria per il piano di rientro, pur non applicando lo stesso trattamento alla provincia teramana. Qui, infatti, le guardie mediche, nonostante il progetto iniziale prevedesse lo stesso esito del chietino, resteranno attive come presidi territoriali. 

Una decisione stigmatizzata dal presidente della commissione vigilanza e consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, che parla di “figli e figliastri” di un ente che “opera marcatamente secondo logiche più di campanile che di esigenze territoriali”. E annuncia di presentare un esposto al ministero della Salute e una risoluzione urgente in consiglio regionale.

Aree ampie, popolate e morfologicamente poco comode da raggiungere, come il vastese e il Sangro, invece, sono state penalizzate, “nella consapevolezza - denuncia Febbo - di lasciare interi territori senza copertura sanitaria. Una vera e propria mannaia per i servizi essenziali al territorio. In una provincia - fa notare - dove sono stati eletti consiglieri regionali che oggi ricoprono anche ruoli importanti e decisivi come l’assessore alla Sanità Paolucci, il presidente della Commissione Sanità Mario Olivieri, nonché l'ex sottosegretario Camillo D’Alessandro, vengono letteralmente scalzati da altri colleghi della loro stessa maggioranza. I territori del vastese e del Sangro hanno subito  – prosegue – in questi due anni e mezzo di amministrazione di centrosinistra, diverse chiusure di importanti Reparti e Pronto soccorso in presidi fondamentali come Gissi, Atessa, Guardiagrele e Casoli”.

La Asl Lanciano-Vasto-Chieti ha spiegato che, a fronte della chiusura delle guardie mediche, sono state potenziate le postazioni del 118; che però, sono ancora sprovviste di medici a bordo delle auto mediche attivate nelle zone interne. “Alla luce anche dell’uscita della nostra Regione dal Commissariamento - conclude - invito l’assessore regionale Silvio Paolucci a svolgere una programmazione seria, che tenga conto delle peculiarità e delle vere esigenze di ogni territorio, sopratutto quelle del vastese e del Sangro, prima di procedere a decisioni fatte solo ed esclusivamente di tagli”.

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