Dismissione Faist, Acerbo (Rifondazione) contro il questore: "Va rimosso, calpestati i diritti dei lavoratori"

Ma Borzacchiello spiega che non c'è stata alcuna violenza: gli agenti sono intervenuti su richiesta dell'azienda per sorvegliare "che tutto si svolgesse nella legalità"

"Il questore va rimosso". È la durissima reazione del segretario nazionale di Rifondazione comunista-Sinistra europea, Maurizio Acerbo, a quanto accaduto ieri notte alla Faist di Lanciano, in contrada Cerratina. L'azienda, infatti, ha comunicato all'ultimo ai lavoratori di voler trasferire lo stabilimento in Umbria e nelle ore notturne i macchinari sono stati portati via, scortati dalla polizia. 

Acerbo, in particolare, arriva il questore Ruggiero Borzacchiello di essersi "vantato dello sgombero notturno del presidio". Una situazione, incalza l'ex deputato "gravissimo, figlio del clima che si respira da troppi anni nel nostro Paese, in cui i diritti dei lavoratori ormai si possono calpestare impunemente. Siamo tornati ai tempi in cui le forze dell'ordine e lo stato erano schierati a difesa del padrone. La polizia è intervenuta in una vertenza sindacale che si era appena aperta pregiudicandone l'esito. Consentendo ai tir di portare via i macchinari - aggiunge - il questore ha in pratica delegittimato il corretto confronto sindacale. Quelle lavoratrici e lavoratori stavano difendendo un diritto, quello al lavoro, sancito dalla Costituzione che viene ben prima degli interessi dell'impresa a delocalizzare. Il questore va rimosso - è l'affondo finale di Acerbo - e i parlamentari abruzzesi dovrebbero inondare di interrogazioni il ministro degli interni". 

Il diretto interessato, però, chiarisce come sono andate le cose. Interpellato dall'Ansa, il questore Borzacchiello puntualizza che gli agenti di polizia non hanno effettuato alcuno sgombero: "La richiesta - spiega - è arrivata dall'azienda che ci ha rappresentato la situazione, dicendo che c'erano dipendenti che impedivano l'accesso dei mezzi: siamo andati lì, abbiamo avuto anche la possibilità di interloquire proprio per capire e cercare di comprendere le ragioni che erano sul tavolo. Le operazioni si sono concluse in maniera pacifica, senza nessuna problematica, non ci sono stati episodi di violenza''.

"Faist - aggiunge - ci aveva chiesto di intervenire per consentire ai camion di lasciare la fabbrica, noi abbiamo regolarizzato il flusso dei veicoli che uscivano dalla fabbrica: le altre motivazioni le lascio a chi di dovere. Non siamo intervenuti in massa ma era un servizio minimo, non più di una decina di agenti, per assicurare che il tutto si svolgesse nella legalità: noi siamo semplicemente attori di legalità, non abbiamo altre motivazioni, abbiamo fatto solo la nostra parte che ci compete. Era una situazione di ordine pubblico, che andava considerata e valutata, l'abbiamo fatta nel migliore dei modi, la nostra attività è quella di regolarizzare la legalità''.

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