Elezioni regionali: tacciono i big del Movimento 5 stelle, ma a Chieti si apre una frattura

Il capogruppo Argenio commenta su Facebook l'esito del voto e lascia intendere che potrebbe decidere di intraprendere un'altra strada una volta terminata l'esperienza amministrativa

Ottavio Argenio

Urne chiuse da più di 24 ore, scenari politici ben delineati in Abruzzo. Ma i "big" del Movimento 5 stelle, locali e nazionali, tacciono ancora. Nessun commento sulle pagine social di Sara Marcozzi, Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, molto attive fino a pochi giorni fa. La candidata presidente, dopo aver commentato a caldo il risultato elettorale, sembra sparita dalla scena pubblica. Comprensibile la delusione, nonostante i risultati buoni nella sua città. Ma, ora, militanti e portavoce chiedono una presa di posizione che tarda ad arrivare.

Nel silenzio dei big, non ha nascosto le sue intenzioni chi opera ogni giorno sul campo. Ottavio Argenio, capogruppo del Movimento 5 stelle nel consiglio comunale di Chieti, ha affidato a un lungo post su Facebook l'analisi del voto e ha lasciato intendere che, alla fine dell'esperienza amministrativa, fra poco più di un anno, potrebbe decidere di intraprendere un'altra strada: 

Nonostante il dato di Chieti città, dove ci attestiamo come prima forza politica nettamente davanti alla Lega, credo che sia giunto il momento di un'attenta e profonda riflessione personale. Continuerò a svolgere il mio mandato sino alla fine, con il medesimo impegno di sempre perché sento ancora, come il primo giorno, la responsabilità di rappresentare i tanti concittadini che mi hanno scelto come loro portavoce. All'esito valuterò il percorso di crescita che auspico voglia intraprendere il MoVimento e che spero possa coinvolgere chi ha la volontà di lavorare perché un sogno diventi realtà.

Nel suo post, il capogruppo pentastellato analizza lucidamente il risultato delle urne: 

Il MoVimento 5 Stelle ha perso. Siamo ancora la seconda forza politica in regione ma il divario con la Lega è davvero importante.

Al di là di quelle che sono le considerazioni sacrosante sul sistema elettorale e sulle coalizioni che hanno divorato migliaia di voti (il Csx ha 6 liste su 8 che non superano la soglia di sbarramento che hanno comunque totalizzato più di 80 mila voti...) e anche volendo fare un po' di sana autocritica a livello locale, credo che il dato che emerge con maggiore forza e chiarezza è quello squisitamente politico.

Le persone hanno preferito la Lega di Salvini, in molti casi hanno letteralmente dato la preferenza a Matteo Salvini nonostante non figurasse tra i candidati votabili.

Benché elezioni politiche e regionali non possano essere sovrapponibili sembra evidente che il nostro elettorato si è ridotto e credo che questo non sia avvenuto solo in Abruzzo. La nostra base elettorale è stata erosa anzi, aspirata vista la liquidità ondivaga di alcune nostre posizioni.

Gli antieuropeisti e gli euroscettici, hanno scelto definitivamente Lega visto che il loro atteggiamento mi sembra molto più definito del nostro.

La porzione di elettori di sinistra, convinti a fatica, giorno dopo giorno per quasi 5 anni ad abbandonare le politiche renziane, ha fatto ritorno alle posizioni originarie all'indomani della sottoscrizione del contratto di governo, delusa, amareggiata ed anche un po' schifata dall'abbraccio leghista.

È innanzitutto sulla comprensione di questo dato che occorre ripartire. Gli sforzi compiuti per la realizzazione del RDC (ancora da testare) non sono evidentemente sufficienti a qualificare il MoVimento 5 Stelle come autonoma forza di Governo e questo limite si riflette sui territori dove si sconta anche la totale assenza di strutture organizzative capaci di creare una classe dirigente competente che possa fronteggiare l'esercito di candidati che vengono di volta in volta schierati dalle forze avversarie.

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