Di Iorio ufficializza la candidatura con Febbo e Marzoli: "In me si è risvegliato l’orgoglio di teatinità"

In vista delle elezioni del prossimo autunno, medico parla di "intesa civile", che sarà "svincolata ed equidistante da padrini e politica canonica"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Con il recedere lento ma costante della pandemia Covid-19 che ci ha insegnato nella sua immane tragedia socio-sanitaria che non tutto può rimanere uguale e per sempre, corre l’obbligo per tutti noi di ripensare ad un concetto di vita che faccia tesoro della sciagura vissuta. È il momento, per quanto di propria competenza, di farsi promotori di un progetto di rinascita e per Chieti ciò coincide con il ritorno al voto per eleggere il nuovo consiglio comunale.

Chieti, da sempre concetto di città con storia plurimillenaria era riferimento per tutto il territorio abruzzese. In città vi era un fermento culturale sconosciuto oggi.

La realtà odierna evidenzia un degrado socio-economico inesorabile. Probabilmente in molti, ma soprattutto i benpensanti, non hanno avuto il coraggio o sentito l’obbligo morale di spendersi per la propria città lasciando libero campo a inerzia e pressapochismo.

Per anni sono stato sollecitato da più parti per fare un passo importante per la nostra città, ma il rispetto di ciò che è stato il mio percorso da ragazzo a oggi e il rischio di trascurare la professione e il dovere genitoriale mi hanno impedito quello che oggi ho deciso di fare grazie alla forte sollecitazione di tantissimi concittadini liberi pensanti e attivamente impegnati nella gestione politica.

In me si è risvegliato forte l’orgoglio di teatinità e insieme abbiamo stretto un patto programmatico esclusivamente finalizzato alla ripresa socio-economica e culturale della nostra Chieti, fondato su criteri di discontinuità col passato, rinnovamento, competenza e senso di appartenenza teatina.

È una intesa civile che con la mia figura sarà svincolata ed equidistante da padrini e politica canonica ed aperta a tutti quei soggetti che garantiranno obiettivi chiari e necessari per la ripresa della città.

Con una decisa volontà di rivedere anche stagnanti equilibri consolidati che nulla portano più alla città e che sono diventati un fardello da cui non ci muove più.

Non sarò mai un politico di professione, ma impiegherò tutte le mie forze per la rinascita della mia città.

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