Guardiagrele, Dal Pozzo: "Non partecipo ai comizi di Caramanico"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Franco Caramanico non vuole il confronto, ma una platea alla quale fare il suo comizio. Io non sarò suo spettatore. Ho accettato di confrontarmi sul tema dell'ospedale e della sanità, ma di fronte alla incapacità di condividere le regole del confronto e al nervosismo suscitato dalla semplice richiesta di decidere insieme come fare, credo che la strada non sia assolutamente praticabile.

Franco Caramanico ha deciso per venti anni e forse pensa ancora di poter imporre agli altri tempi e modi dell'azione politica; adesso basta! Deve arrendersi al fatto che il suo tempo è finito e che la gente è stufa di questo modo di fare. Di umiltà non è mai morto nessuno né il dialogo per condividere almeno le regole del gioco ha mai fatto danni. Nella mia campagna elettorale sto spiegando l'importanza delle decisioni condivise e non accetto che, di fronte ad una disponibilità a parlare di un tema così importante, si risponda con l'imposizione di un metodo che non condivido.

La politica del "prendere o lasciare" non mi appartiene e, quindi, la respingo al mittente. Faccia quello che crede, ma non chieda a me di dargli una mano perché io non partecipo ad iniziative organizzate da altre liste.
Se Franco Caramanico ha bisogno di giustificare comportamenti, il problema è suo. Convochi una assemblea e parli alla gente e dica quello che deve dire. Se ha necessità di spiegare la sua posizione e la sua verità, non c'è bisogno di una platea e di un pubblico che non ha e che io dovrei offrirgli.

Se la gente pensa e dice che l'inizio della fine dell'ospedale di Guardiagrele con la chiusura dei primi reparti nel 2007 è una sua responsabilità, questo non è un mio problema. Come non è un mio problema spiegare perché le cose in quel periodo andarono in un certo modo senza aver condiviso nulla né con il consiglio comunale né con la popolazione che si ritrovò di fronte ad una decisione presa altrove.

Se lui e Salvi hanno avuto ruoli decisionali e di governo che gli consentivano di fare qualcosa, trovino il modo di spiegare agli elettori perché non hanno agito in maniera diversa da come hanno fatto. Ma non chiedano a me di offrirgli questa possibilità.
Sto parlando alla gente con estrema franchezza e, soprattutto, con i documenti che dimostrano quanto mi sia impegnato sulla vicenda dell'ospedale negli ultimi cinque anni.
Se tutti sanno che l'ospedale è ancora aperto e se oggi è ancora possibile porre il problema dell'ospedale è solo grazie ai ricorsi che il sottoscritto ha promosso e ai quali tutti gli altri hanno solo dovuto accodarsi, bisogna solo prenderne atto.
E il fatto che io abbia agito con profonda coerenza, anche a costo di un conflitto con la mia parte politica, aprendo la strada ad un metodo seguito in altre regioni d'Italia, rimettendoci personalmente denaro mai richiesto a nessuno e senza altro scopo se non quello di servire la mia comunità, è cosa che sanno tutti, anche quelli che oggi vanno alla ricerca di argomenti per demolire il cambiamento che la mia lista rappresenta e che ad alcuni fa paura.

Io resto dove sono, non devo costruire carriere sulle spalle degli elettori, non ho necessità di trasferirmi altrove per avere la garanzia di un futuro politico perché il mio orizzonte, per fortuna, va molto oltre la mia persona.
Solo così Guardiagrele cambierà.

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