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Revoca incarico vicesindaco, Di Paolo: "Non ci sono atti ufficiali"

Il vicesindaco chiarisce la sua posizione e precisa le affermazioni sui dipendenti comunali lavativi. Intanto Di Primio annuncia decisioni e ridistribuzione delle deleghe per la prossima settimana

Francesca Rapposelli13 aprile 2012

Non ci sono atti ufficiali che riguardano il mio ruolo istituzionale nel comune di Chieti”. Il vicesindaco Bruno Di Paolo commenta così la notizia pubblicata stamani da alcuni giornali sulla sua rimozione da delegato del sindaco di Chieti. 

Spiega che il suo rapporto con il sindaco Umberto Di Primio è improntato al massimo rispetto e stima, “avendo entrambi a cuore le sorti di Chieti”. L’incontro con il primo cittadino “è servito solo a chiarire il senso vero delle mie esternazioni su dirigenti e dipendenti comunali, sottolineando come sia indispensabile che ciascuno sia tenuto a concorrere al buon funzionamento della macchina amministrativa, da noi amministratori fino all’ultimo dei lavoratori”.

Pochi giorni fa, infatti, Di Paolo aveva dichiarato che “metà degli impiegati comunali non merita lo stipendio”. Un’affermazione che aveva provocato la dura reazione delle Rsu, che l’avevano definita “gratuita e priva di consistenza”.

Il vicesindaco dice di comprendere “il risentimento della Rsu”, ma esorta i sindacati a fare un “distinguo tra i dipendenti meritevoli e quelli lavativi”. Secondo Di Paolo, infatti,  “se è vero che ce ne sono moltissimi che meritano lo stipendio e forse anche una medaglia per l’impegno che mettono ogni giorno nel fare il proprio dovere, al contempo ve ne sono tanti altri che restano testardamente ancorati nella retrograda mentalità che essendo impiegati pubblici e, quindi, non licenziabili possono fare il proprio comodo”.

Quanto alla critica verso i dirigenti, il vicesindaco spiega che non era “denigratoria, ma solo un pungolo affinché siano più responsabili”. Nessuna offesa personale quindi, ma solo “un legittimo e doveroso richiamo perché siano maggiormente partecipi al raggiungimento di un obiettivo che deve essere comune: cambiare in meglio questa Città”.

Gli fa eco il sindaco Di Primio, che ammette problemi di efficienza di alcuni settori del comune e chiede a tutti i dipendenti di “lavorare insieme per risolverli”. Si dice d’accordo con Di Paolo nell’idea “che la pianta organica, l’organizzazione degli uffici e la riorganizzazione dei servizi debbano essere riviste, anche in ragione delle nuove disposizioni in materia di personale e di pubblico impiego che stanno penalizzando in modo inaccettabile gli enti locali”.

E chiede uno sforzo ai dipendenti comunali: “un' ulteriore dedizione alla loro attività perché proprio essi sono, di fatto, coloro che mandano avanti la macchina amministrativa e, quindi, i progetti che la politica, ed io come sindaco con la mia amministrazione e maggioranza, abbiamo proposto.

Quanto al ritiro delle deleghe, Di Primio spiega di aver già preso delle decisioni e che la prossima settimana alcune competenze saranno riviste e ridistribuite agli assessori. Non si tratta però di “volontà punitive nei confronti di qualcuno, tant’è che le ho già partecipate alla Giunta ed ai partiti e la prossima settimana, definita ogni cosa, le comunicherò alla maggioranza, prima ancora di ufficializzarle. La maggioranza – conclude il sindaco – non è né sfilacciata né divisa, ma sempre più compatta e libera di confrontarsi”. 

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