Di Primio non ha più i numeri: il consiglio boccia la vendita della farmacia comunale e l'aula esplode in un applauso

Con 16 voti contrari e 15 a favore, non passa uno dei cavalli di battaglia del risanamento previsto dall'amministrazione teatina. Decisivi i voti dei "ribelli", che accolgono le perplessità dell'opposizione sulla delibera

Un applauso scrosciante ha segnato la fine del consiglio comunale che fa vacillare la poltrona del sindaco Umberto Di Primio, a una settimana dalla sconfitta in Provincia. La seduta in cui si sarebbe dovuta approvare la vendita della farmacia comunale di Filippone, uno dei cavalli di battaglia dell’operazione di risanamento stilata dalla giunta, è finita con una sconfitta per il sindaco: 15 voti favorevoli, 16 contrari. Numeri che parlano chiaro: la maggioranza è in crisi.

Decisivi i voti dei “ribelli”: oltre a Stefano Rispoli, ex fedelissimo di Di Primio passato al Gruppo Misto, hanno votato contro la vendita della farmacia anche Mario Troiano (Gruppo Misto), Mario De Lio e Roberto Melideo (Udc). Si è invece astenuto Diego Costantini (Lega), mentre Elisabetta Fusilli (Forza Italia) non ha partecipato al voto per incompatibilità, essendo dipendente di Chieti Solidale che gestisce attualmente le farmacie del Comune. Così, sommati ai voti dell’opposizione, forse per la prima volta tutta presente e compatta, i “ribelli” sono riusciti a far cadere i numeri della maggioranza.

Dopo la seduta lampo, terminata qualche minuto poco dopo le 10, il centrodestra si è chiuso in riunione. Gli umori, ovviamente, non sono dei più rosei. La minoranza ha invece convocato una conferenza stampa per invocare, ancora una volta, le dimissioni del sindaco Umberto Di Primio. Anche perché la bocciatura della vendita della farmacia apre non solo una crisi politica sempre più profonda, ma anche una stagione ancora più incerta sulle finanze del comunale.

Bevilacqua e Viola annunciano le dimissioni

Nel bilancio previsionale, infatti, erano stato inserito il presunto incasso dalla vendita della farmacia, almeno 1 milione e 300mila euro. Ora, su quei fondi non si può più contare. Dunque, la giunta dovrebbe provvedere a una variazione di bilancio, fermo restando che la delibera sulla vendita della farmacia può essere riformulata e ripresentata all’attenzione del consiglio comunale. Ma lo spettro del dissesto non sembra essere poi così lontano.

Puntualizza Ottavio Argenio (Movimento 5 stelle):

Avevamo avvisato il sindaco che le sue idee per fare cassa erano arrivate tardi: se non si definisce il contenzioso con Blu Parking, non si può fare affidamento sulle entrate dei parcheggi. Così come per quelli a pagamento di Megalò: per l’affidamento a Teateservizi, bisogna predisporre le condizioni per farlo. Altrimenti resta tutto sulla carta.

Esulta Alessio Di Iorio (Partito Democratico):

La città ha vinto con questo voto. Ringraziamo i colleghi di maggioranza che hanno votato con coscienza contro una decisione che nessuno voleva. Ora, il sindaco dovrebbe rendersi conto che non ha i numeri per governare e dimettersi, visto che ha ricevuto la seconda sconfitta nel giro di una settimana.

Anche Bruno Di Paolo (Giustizia Sociale) ha sottolineato

il grande lavoro della minoranza, che ha lavorato bene e compatta. Chiediamo le dimissioni del sindaco per sensibilità personale ed etica, visto che ha ricevuto l’ennesima batosta dal punto di vista politico e istituzionale: deve prendere atto che la maggioranza non c’è più.

Dello stesso tenore Enrico Raimondi (L’Altra Chieti):

L’arroganza del Sindaco è stata punita. Le opposizioni, compatte, insieme ad alcuni consiglieri di maggioranza, hanno impedito l’ennesimo tentativo di fare cassa sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori. Il sindaco prendesse atto che è terminata la sua esperienza amministrativa e consentisse ai chietini di scegliere una amministrazione in grado di risanare il bilancio dell’ente e di rilanciare una città che soffre da troppo tempo per la sua incapacità amministrativa.

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