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Caserma Berardi, Di Primio attacca Ricci per l'accordo del 2008

Il sindaco propone di destinare la caserma ai carabinieri e risponde all'ex primo cittadino che dà la colpa della dismissione al Governo Berlusconi. L'accordo da lui stipulato 4 anni fa prevedeva di accentrare tutte le funzioni militari alla Spinucci

Francesca Rapposelli 27 aprile 2012
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Dopo la proposta di destinare ai carabinieri la caserma Berardi, che dalla fine dell’anno non ospiterà più il 123° Reggimento Chieti, Umberto Di Primio attacca l’ex sindaco Francesco Ricci. Quest’ultimo nei giorni scorsi aveva affermato che la chiusura della caserma “è l’ultimo atto del Governo Berlusconi”. 

Ma Di Primio ricorda che proprio l’amministrazione Ricci il 30 aprile 2008 sottoscrisse un accordo per la dismissione delle caserme del comune di Chieti con l'allora ministro della Difesa, Arturo Parisi. Quel giorno a Roma, alla presenza dei vertici dello Stato maggiore della difesa si strinse un’intesa che prevedeva di accentrare tutte le funzioni militari nella caserma Spinucci, rinunciando alla Berardi, alla Bucciante (ospedale militare) e all’area addestrativa Alento. In base all’accordo, entro il 31 luglio 2008 si sarebbe dovuto predisporre un programma di razionalizzazione, accorpamento, riduzione e ammodernamento delle infrastrutture in uso.

E Di Primio, ricordando quanto successo quattro anni fa, sostiene che Ricci “avrebbe dovuto tentare, quando poteva, tutto il possibile per la difesa del 123°, non solo per la sua straordinaria ed encomiabile storia, ma soprattutto nell’interesse dell’ economia cittadina e del personale che stabilmente, per motivi professionali, risiede con le proprie famiglie nella nostra città”. Secondo l’attuale sindaco la rinuncia agli spazi militari cittadini fu all’epoca un atto contrario il bene della città.

Il primo cittadino ricorda che nel giugno 2010, poco dopo il suo insediamento, espresse “tutte le contrarietà circa la chiusura della caserma ed ha fatto tutto il possibile per scongiurare la sua chiusura tanto da ottenere un prolungamento della sua  permanenza sul nostro territorio”. 

Negli ultimi mesi Di Primio ha confermato il suo no alla dismissione della Berardi e ha incontrato più volte esponenti del governo nazionale, per ultimo il sottosegretario di Stato alla Difesa, Filippo Milone. “Auspico – dice il sindaco – che il piano di riorganizzazione predisposto dalla mia Amministrazione contro la chiusura della caserma Berardi e la stessa riorganizzazione delle forza armate e di polizia in città, possa vedere una imminente realizzazione, anche in ragione dell’apprezzamento espresso dallo stesso ministero, e porre dei rimedi ai gravi errori commessi da altri, così da non arrecare ulteriore nocumento alla città ed alla sua economia”.

Se l’amministrazione propone di collocare alle Berardi i comandi regionale e provinciale e la stazione oggi ospitata in via Arniense, in città si rincorrono le voci, vere e presunte, sulla fine che farà la caserma. Su Facebook, in particolare, qualcuno scrive che “il progetto sarebbe quello di trasformare la Berardi a centro di accoglienza per gli immigrati in fuga da Libia e Tunisia, per un numero di tremila unità”. Ma direttamente dal social network, Di Primio smentisce, assicurando: “Non mi risultano soluzioni di questo tipo, ma verificherò”.

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Ancora niente di ufficiale, insomma, sulla destinazione della sede del 123° Reggimento: l'unica cosa certa è che entro la fine dell'anno la Berardi non ospiterà più i militari

Umberto Di Primio
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polemiche

1 Commenti

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  • Avatar anonimo di giosto

    giosto meglio cosi. erano tutti morti di figa e rompevano le palle alle ragazze tutti i giorni. per non parlare che venivano anche pagati per non fare niente. ma meglio! io farei un bel parco urbano.

    il 7 settembre del 2012