Cambio nome dell'università, Di Primio difende le decisioni del rettore e rivendica il suo impegno per Chieti

Il sindaco si era già detto non contrario alla proposta di aggiungere la denominazione "dell'Adriatico" e difende l'attività di Caputi

Dopo la decisione del rettore Sergio Caputi, avallata dal Consiglio di amministrazione dell’università d’Annunzio, di rinviare il cambio del nome dopo un confronto con le istituzioni politiche locali, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio ribadisce di non essere sfavorevole all’idea: 

Non ero contrario e continuo a non esserlo rispetto all’aggiunta dell’aggettivazione “dell’Adriatico” al nome dell’Università d’Annunzio di Chieti – Pescara. In una società come la nostra, dove la capacità di raggiungere ogni potenziale utente/studente è legata anche al sapiente utilizzo di parole e nomi, l’innovazione voluta dal magnifico rettore la trovo una corretta azione per il rilancio e la crescita dell’ateneo. Saluto, altresì, con molto piacere il mandato conferito al rettore dal Cda dell’iniversità di valutare la congruità del prezzo di acquisto del Palazzetto dei Veneziani a Chieti”.

Nei giorni scorsi, proprio con il rettore, avevamo parlato della possibilità di riportare un’attività universitaria proprio nel prestigioso Palazzetto dei Veneziani, già di proprietà di Confindustria. Anche per favorire tale soluzione, ho personalmente preso contatti con l’associazioni degli industriali affinché potesse in qualche modo agevolare l’acquisto e, quindi, contribuire a riportare nel centro della città una parte dell’università.

Sono sempre più convinto che il rapporto con l’università e l’integrazione tra questa e il territorio non possano fermarsi, come spesso è accaduto in passato, a mere dichiarazioni di intenti. In questo anno, grazie al rapporto privilegiato che l’amministrazione comunale ha avuto con la nuova governance dell’università, abbiamo avviato il progetto di collegamento notturno attraverso i mezzi pubblici tra parte alta e la parte bassa di Chieti, per favorire gli studenti che intendessero frequentare i locali del centro storico; abbiamo ottenuto una cospicua partecipazione al progetto della Casa dello Studente in centro storico con il contributo, da parte dell’ateneo, di 1,5 milioni di euro; abbiamo sostenuto, presso il Provveditorato delle Opere Pubbliche, la richiesta dell’iniversità di vedere allungato alla stessa il termine di concessione degli spazi nella ex Caserma Bucciante, così da non compromettere l’investimento di oltre 10 milioni che l’ateneo farà in quella struttura; stiamo lavorando alla realizzazione, a Chieti, di uno degli eventi più importanti del mondo universitario: la “Notte dei ricercatori” quando il centro storico, nel mese di settembre, diventerà il più grande laboratorio e la più grande aula universitaria del nostro ateneo. 

Sono queste le cose che contano e che ci fanno positivamente parlare di vera integrazione tra territorio e università. Sono certo che la nuova denominazione, grazie alla qualità dell’offerta formativa, aiuterà la d’Annunzio ad assumere il ruolo di protagonista di alta formazione per l’intero bacino adriatico e di leader in quella dimensione geopolitica che è la macro regione adriatico – ionica. 

Per ottenere risultati importanti non si può operare avendo paura. Fermo restando che gli uffici del rettorato e il campus  rimarranno presso la sede di Chieti, questione mai messa in discussione né mai neppure immaginata dal rettore il mio lavoro sarà quello di fare in modo che una Università sempre più forte sia elemento trainante anche dell’economia cittadina. 

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