Province, Di Stefano: "L'Aquila, Chieti e Pescara-Teramo soluzione migliore"

Il senatore Pdl Fabrizio Di Stefano ha spiegato in conferenza stampa l'ipotesi che verrà appoggiata domani pomeriggio dal presidente provinciale, Di Giuseppantonio, e dal sindaco Di Primio durante la riunione del Cal

il senatore Di Stefano in conferenza stampa questa mattina

Nessuna antipatica battaglia di campanile. Il voto che le amministrazioni teatine consegneranno al Cal sarà all’insegna del risparmio e della salvaguardia delle Province che possiedono requisiti stabiliti dalla legge.

LA PROPOSTA Dunque, L’Aquila e Chieti province e Teramo-Pescara provincia unica. E’ questa la soluzione migliore che il senatore Fabrizio Di Stefano ha illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa al Caffè Vittoria a Chieti. “Domani il Cal sarà chiamato a decidere – ha detto  il senatore del Pdl - e in questa sede il nostro presidente provinciale, Enrico Di Giuseppantonio e il sindaco, Umberto Di Primio, appoggeranno l'ipotesi sopra definita. E' evidente che mai come ora bisogna evitare di cadere nella trappola del facile campanilismo, agendo nell’ottica della salvaguardia del territorio.”

Di Stefano ha citato gli esempi di province unite come Biella-Vercelli o Forlì-Cesena le quali, pur non rientrando nei parametri per la sussistenza autonoma, hanno conservato sedi e uffici in entrambi i territori. Uno scenario analogo si profilerebbe per Teramo e Pescara. Allo stesso tempo però, il senatore teatino ha detto di non disdegnare la proposta teramana che prevede il mantenimento di tre Province più l'area metropolitana, “Una soluzione valida ma probabilmente non altrettanto percorribile, secondo la legge in questione”.

LE CRITICHE AL PD Non ha risparmiato critiche invece, al Partito Democratico, “che al Consiglio comunale di Chieti sottoscrive e vota un Ordine del Giorno in difesa della Provincia autonoma, mentre il suo segretario regionale auspica la doppia Provincia Chieti-Pescara e L'Aquila-Teramo, volontà confermata anche da Lanciano.”.

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L’ITER Se l’ipotesi delle tre province troverà alto consenso al Cal, verrà inviata assieme alle proposte più votate al consiglio regionale che dovrà esprimersi entro il 26 ottobre. Dopodiché la questione passerà nelle mani del Governo centrale. “La situazione è ancora lunga insomma – ha precisato Di Stefano – l’attuale legislatura potrebbe finire prima ancora che cambi davvero qualcosa. Ognuno oggi è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità – ha concluso - compreso il Pd, presente in maggioranza al Cal”.

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