No del consiglio alla vendita della farmacia: Bevilacqua e Viola rinunciano alle deleghe, centrodestra contro i "ribelli"

I consiglieri di maggioranza attaccano De Lio, Melideo, Rispoli e Troiano, che hanno votato contro la delibera. E li accusano di aver danneggiato la città

Dopo il voto contrario dei “dissidenti” dell’Udc Mario De Lio e Roberto Melideo e l’astensione di Diego Costantini (Lega) alla delibera sulla vendita della farmacia comunale di Filippo, gli assessori Alessandro Bevilacqua (Lega) e Antonio Viola (Udc) hanno rimesso le proprie deleghe al sindaco Umberto Di Primio. Ora spetterà a lui decidere se accettare le dimissioni dei due capisaldi della sua giunta, già presenti nel primo mandato.

Intanto, dopo la debacle di stamani, i consiglieri comunali di maggioranza hanno diffuso una nota stampa attaccando senza giri di parole i “ribelli”: oltre a De Lio e Melideo, Stefano Rispoli e Mario Troiano.

Nel comunicato firmato da Liberato Aceto, Stefano Costa, Nicoletta Di Biase, Marco Di Paolo, Franco Di Pasquale, Marco D’Ingiullo, Stefania Donatelli, Elisabetta Fusilli, Graziano Marino, Maura Micomonaco, Nicola Rapposelli, Clara Ricciardi, Marco Russo, Donato Tacconelli ed Emiliano Vitale, i consiglieri dicono:

Esprimiamo grande rammarico, profonda delusione e grande preoccupazione per le sorti della città. La mancata approvazione della delibera comporterà serissime ripercussioni sul bilancio comunale.

I consiglieri in questione, che ad oggi non hanno fatto pervenire nessuna comunicazione ufficiale con cui dichiarano la non appartenenza alla maggioranza di centrodestra, hanno compromesso, con il proprio comportamento, la già difficile situazione finanziaria dell’ente, che sarà costretto ad effettuare ulteriori tagli su settori e servizi delicati, in primis, il sociale.

L’atteggiamento di coloro che hanno contrastato la delibera, unita ad una scriteriata opposizione che non ha fatto altro che attaccare l’amministrazione, determinerà, di fatto, la riduzione dei servizi per i cittadini.

I consiglieri di maggioranza  si appellano

al senso di responsabilità e appartenenza quei consiglieri che sono stati eletti grazie ai voti del centrodestra e che con la propria condotta stanno dimostrando mancanza di serietà e menefreghismo per Chieti. Il bene della città non può sottostare ad interessi personali e particolari e/o di parte.

Inoltre, sollevano preoccupazioni sui posti di lavoro dei dipendenti di Chieti Solidale, sostenendo che la bocciatura della vendita della farmacia avrà gravi ripercussioni economiche sulla città.

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