Le commissioni consiliari costano troppo: arriva lo stop del sindaco Di Primio

Il primo cittadino scrive al presidente del consiglio Aceto per elencare, nel dettaglio, quanto siano aumentate le spese per i gettoni di presenza

Il sindaco Di Primio, immagine di repertorio

Le sedute di commissione costano troppo, sono aumentate esponenzialmente nel corso degli anni, dunque vanno ridotte. È questa, implicitamente ma neanche troppo, l'idea del sindaco Umberto Di Primio, che ha scritto al presidente del consiglio comunale, Liberato Aceto, il quale a sua volta ha riunito presidenti e vice presidenti delle otto commissioni permanenti.

Le commissioni si occupano in prevalenza delle proposte di deliberazione e mozione, esprimono pareri consultivi sulle materie di loro competenza, redigono regolamenti o atti amministrativi da sottoporre al vaglio del consiglio; inoltre, possono compiere indagini conoscitive o di approfondimento su particolari materie.

Il 26 novembre, Di Primio e Aceto avevano già avuto un incontro, in cui il sindaco aveva sollevato i suoi dubbi che, chiarisce, non vogliono essere "un giudizio sulle iniziative che i consiglieri hanno assunto, né il lievitare dei costi può essere motivo di limitazione all'attività dei consiglieri", come ha specificato in una lettera indirizzata ieri allo stesso presidente. Tuttavia, Di Primio ha voluto sottolineare, numeri alla mano, che la spesa per le sedute di commissione è aumentata con gli anni, arrivando a 38 mila e 600 euro nell'ultima variazione di bilancio approvata.

Nella missiva, il sindaco ricorda di aver operato in prima persona per cercare di limitare i costi della macchina amministrativa, rinunciando alla "auto blu", cancellando le spese di rappresentanza, limitando il numero dei collaboratori. Ecco perché Di Primio avanza l'appello a "stare nel perimetro delle regole", "in un tempo ove i populismi dilagano", in modo da evitare attacchi gratuiti e strumentalizzazioni.

Secondo i dati elaborati dagli uffici, negli anni il numero di commissioni è cresciuto in maniera esponenziale. Dalle 70 del 2015, numero giustificato dal momento che il consiglio si è insediato a luglio, alle 174 del 2019, non ancora terminato. Si è arrivati a 177 nel 2017, 144 nel 2016 e 166 nell'anno passato. 

La spesa totale per i gettoni di presenza ammonta quest'anno a 195.550 euro, lievitando col tempo dai 93.137,10 euro del 2015 (quando, come detto, vanno considerati solo gli ultimi 6 mesi dell'anno) fino ai 221.512,60 dell'anno passato. Nel 2016, le commissioni costarono 138.486,82, mentre nel 2017 si arrivò a 221.457,76 euro. 

Ma i presidenti di commissione non ci stanno, rivendicando l'importanza del lavoro dei commissari. "Si è speso 1 milione in 5 anni - commenta Maurizio Costa di Forza Italia, presidente della commissione Regolamenti - che diviso per 32 consiglieri fa circa 400 euro a testa. La commissione ha un ruolo importante, serve anche a verificare la validità dell'attività degli assessori, che prendono emolumenti fissi: perché, allora, non si va a verificare la loro efficacia? A parte qualcuno, non tutti gli esponenti della giunta, in questi 5 anni, hanno prodotto risultati utili". 

A seguito della riunione di stamani, il presidente Aceto provvederà a rispondere, nero su bianco, al primo cittadino, con le osservazioni sollevate dai presidenti di commissione.

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