Atessa senza acqua: "Adesso basta con questo gioco"

Il gruppo consiliare "Progetto Atessa 2.0" denuncia i disservizi dell'Aca

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Che possa accadere un imprevisto è del tutto normale, soprattutto nella gestione di approvvigionamenti idrici di una vasta zona. Ma l’imprevisto di questa vasta zona , che va da Fara ad Atessa, da Vasto a Lanciano ed oltre, continua a ripetersi costantemente, lasciando presagire una prossima estate assetata.

È vero, ci troviamo di fronte ad una rete idrica degli anni 70,  che necessita di continue manutenzioni e soprattutto riparazioni improvvise. Però è anche vero che questo problema, si dovrebbe risolvere definitivamente anziché mettere continuamente "pezze" per coprire il danno, creando continuamente disagi alla popolazione che paga profumatamente il servizio.

Certo, guarire significa mettere mano a un portafoglio per sborsare almeno 35 milioni di euro. È, però, azione necessaria, indispensabile, emergenziale e risolutiva.

Non possiamo continuare a ricostruire i ponti dopo essere crollati, né tanto meno chiudere le autostrade per mancata manutenzione. Le reti dell’acquedotto andavano monitorate in ogni momento e gli interventi dovevano essere sempre e comunque preventivi. Non è possibile – infatti – arrivare ad oggi e nascondersi dietro l’emergenza della vetustà delle linee. Queste dovevano essere continuamente aggiornate, sostituite  man mano, nel tempo, e senza creare maggior danno alle popolazioni.

Nel bel mezzo delle festività, dalle ore 14 del 26 dicembre siamo ancora a secco d’acqua ad Atessa.

Le scorte sono finite perché nel primo pomeriggio si aspettava il ritorno del liquido, i  ristoranti non possono lavare i piatti e cucinare, i bar non fanno caffè, nelle case l’autoclave ha esaurito la sua riserva, le caldaie non si possono far partire perché non hanno acqua da tirare e si guasterebbero.

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