I ribelli tornano in aula per approvare il rendiconto, ma Di Primio li attacca: ora è guerra

Alla fine della seduta il sindaco attacca i dissidenti, che lo accusano di aver parlato in maniera vigliacca: "Se lo avesse fatto prima, non avremmo votato e sarebbe a casa"

Sembrava finito così, alla vigilia di Ferragosto, con l'accordo tra Forza Italia, sindaco e i partiti di maggioranza e il voto favorevole al rendiconto di bilancio arrivato nel consiglio di ieri (con 19 voti favorevoli e 12 contrari), il braccio di ferro che da mesi tiene banco nella politica cittadina. E invece, la frattura nel centrodestra teatino è più profonda che mai. 

A parlare di "una cicatrice che non si può rimarginare" è stato proprio il sindaco Umberto Di Primio, a conclusione della seduta consiliare lampo iniziata ieri alle 15 con le dichiarazioni di voto dei vari gruppi consiliari e terminata con un colpo di scena che ha dato il via alla campagna elettorale per le prossime comunali. 

Nessuna pace, dunque, perché è vero che i "ribelli" - ossia i cinque consiglieri di Forza Italia, Mario De Lio e Roberto Melideo dell'Udc e il presidente del consiglio comunale Liberato Aceto - ieri erano tutti al loro posto in aula e hanno risposto favorevolmente al voto sul bilancio. Ma quanto accaduto nei mesi scorsi non è andato giù a Di Primio, che a fine seduta ha preso la parola, ufficialmente per annunciare lo scambio di deleghe fra gli assessori Carla Di Biase e Giuseppe Giampietro. 

In realtà, per liberarsi di tutto ciò che è accaduto negli ultimi tempi: dai ricatti dei dissidenti che ha bacchettato "si poteva fare tutto senza ricattare, perché non sono uno che si convince con il ricatto", al braccio di ferro "bruttissimo" che ha paralizzato la città. Il sindaco ha ringraziato la maggioranza "che c'è stata a prescindere", spiegando, casomai si pensasse che si sia piegato all'aut aut di Forza Italia, che sono stati i due assessori a scegliere autonomamente lo scambio di deleghe, perché se fosse dipeso unicamente da lui, questo non sarebbe mai accaduto. 

Le parole del sindaco sono un messaggio chiarissimo per il prossimo appuntamento elettorale, a cui pure non potrà ricandidarsi a governare la città (ma potrebbe, eventualmente, farlo come consigliere): la ferita è stata troppo grande, un'alleanza con Forza Italia, al momento, è esclusa. 

E il gruppo consiliare non ha preso bene l'intervento di Di Primio. Per il capogruppo Marco D'Ingiullo, sono arrivate "in maniera vigliacca" dopo il voto e non prima: "Se avesse parlato prima - puntualizza - ora sarebbe a casa perché non avremmo votato il bilancio".

Insomma, se qualcuno pensava che il romanzo a puntate della politica teatina fosse finalmente terminato, è chiarissimo che la guerra, invece, è appena cominciata. 

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