L'Abruzzo non è pronto al cicloturismo: "Quasi la metà del tracciato lungo la costa chietina è da completare"

L'indagine di Cna Turismo mette in luce uno scenario ancora incompleto per sfruttare questo settore come leva della ripartenza dopo il Coronavirus

Nell'Abruzzo che aspira a diventare "green" e spinge la mobilità sulle due ruote, sono molti i punti critici lungo il tracciato della pista ciclopedonale sulla costa. È l'esito di un'indagine effettuata da Cna Turismo Abruzzo, che ha deciso di andare a verificare lo stato del percorso. 

L'analisi parte dal rapporto sul cicloturismo in Italia realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente, per cui il settore è la “componente essenziale della ripresa del settore turistico all’indomani dell’epidemia da Covid-19”. Nella nostra regione, però, sono molte le criticità per il completamento del tratto della ciclovia Adriatica, che, una volta realizzata, potrebbe essere una delle più lunghe d'Europa. 

A occuparsi dell'indagini è stato Claudio Di Dionisio, presidente regionale di Cna Turismo, che nella vita svolge proprio l’attività di accompagnatore ciclo-turistico: è salito in sella alla sua bici armato di macchina fotografica e ha documentato quelli che si presentano ancora come vistosi “punti neri” dell’infrastruttura.

Il suo, di fatto, diventa una sorta di reportage meticoloso e dettagliato, realizzato in uno dei tratti più suggestivi dell’intero percorso: "Sono partito dal Pontile di Francavilla, in direzione San Salvo. Nei primi 3 chilometri, fino al confine con Ortona, esiste una parziale e vecchia ciclopedonale realizzata sul marciapiede e non conforme alle normative Cee. Dal confine nord, da Francavilla al porto di Ortona, non esiste nulla per circa 13 chilometri. Una volta arrivati al porto, fino all’imbocco con la riserva Acquabella, per circa 1 chilometro e mezzo esiste una ciclo-pedonale; ma dalla riserva Acquabella, per circa altri 3 chilometri che comprendono una galleria, non c’è ancora nulla. Una volta arrivati a San Vito Chietino, dopo 6 chilometri, e fino a Contrada Portelle, esiste la pista con piccoli pezzi non ultimati, ma come si arriva alla galleria del promontorio dannunziano la pista si blocca di nuovo".

Scenari non dissimili una volta oltrepassati i luoghi cari al Vate: "Da qui in poi - racconta ancora Di Dionisio - la pista presenta diversi blocchi e pezzi mancanti, principalmente in prossimità delle gallerie, che sono tutte chiuse. Così si oltrepassa Fossacesia Marina e si arriva a Torino di Sangro, dopo circa 8 chilometri: dalla vecchia stazione ferroviaria, per circa 3 chilometri, la pista è inesistente, con un tratto di oltre 200 metri crollato per le mareggiate. Una volta rientrati a Lido Le Morge, si torna per un paio di chilometri e mezzo sulla pista, in prossimità di Finisterrae a Casalbordino Lido, per poi tornare a interrompersi di nuovo per circa 4 chilometri fino a dopo il centro Vacanze Poker. Da questo punto in poi, invece, la pista diventa bellissima e per circa 8 chilometri, fino a Punta Aderci, corre su stabilizzante battuto per preservare il territorio della riserva e forma una lunga lingua bianca che si addentra fino al punto panoramico di Punta Aderci".

Ultimi flash per lo sprint finale: "Dopo Punta Aderci la pista non esiste per circa 4 chilometri, fino alla spiaggia della Canale; da lì in poi esiste quasi integralmente fino a Marina di Vasto, con le eccezioni delle gallerie tutte chiuse, per altri 4 chilometri. Qui ci si immette sulla vecchia ciclo-pedonale che arriva finalmente a San Salvo dopo circa altri 4 chilometri".

Dunque, su un tratto di 65 chilometri passati al vaglio, ce ne sono ancora una trentina da completare, con tratti altamente critici: e il conseguente obbligo, per il ciclista, di reimmettersi sulla Statale 16 tra Tir e pericoli d’ogni sorta. "Questo è lo stato delle cose – commenta il responsabile regionale di Cna Turismo Abruzzo, Gabriele Marchese – e al netto di altre considerazioni che pure andrebbero fatte sulla parte a nord di Francavilla, è evidente che questo segmento dell’offerta turistica abruzzese stenterà a decollare se non ci sarà ora un’accelerazione dei lavori da parte dei diversi soggetti appaltanti".

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